La festa di strada partigiana torna nel Parco della Zucca per celebrare insieme l’anniversario della Liberazione, la ricorrenza che ci ricorda la lotta di chi ha combattuto il fascismo per un avvenire migliore. Musica, incontri, banchetti, cibo e spazio per bambini e bambine.
La Bolognina, quartiere popolare e resistente, continua a vivere e a difendersi dentro trasformazioni sempre più aggressive: caro affitti, speculazione, espulsione sociale, impoverimento culturale, chiusura degli spazi di aggregazione. Processi che provano a svuotare il quartiere della sua identità e della sua forza collettiva.
Ma la Bolognina resiste. E si organizza.
Ma la Bolognina resiste. E si organizza.
E mentre guardiamo alla nostra realtà, non possiamo ignorare ciò che accade nel mondo. Non possiamo dimenticare chi, ancora oggi, vive sotto occupazione, guerra e oppressione. Il popolo palestinese continua a resistere, così come il Venezuela e Cuba che subiscono aggressioni e ingerenze, mentre gli USA ed Israele infiammano il Medio Oriente con la loro guerra imperialista all’Iran ed i costi della guerra verranno fatti pagare sempre alle classi popolari con il caro-benzina e l’innalzamento dell’inflazione mentre l’economia, tranne quella legata al complesso militar-industriale, annaspa.
Allo stesso tempo, anche a Bologna vediamo crescere dinamiche preoccupanti: la militarizzazione dei quartieri popolari, come il Pilastro, per portare avanti un’opera come il Museo dei Bambini, che certamente non guarda e ascolta quelli che sono i bisogni reali del quartiere ma porta avanti logiche di profitto e gentrificazione.
Per questo Oltre il Ponte non è solo una festa: è anche una presa di posizione.
Contro le politiche dell’amministrazione cittadina che favoriscono questi processi.
Contro le scelte del governo guidato da Giorgia Meloni, che spinge verso un’economia di guerra fatta di tagli allo stato sociale, precarietà e disuguaglianze crescenti.
Contro le politiche dell’amministrazione cittadina che favoriscono questi processi.
Contro le scelte del governo guidato da Giorgia Meloni, che spinge verso un’economia di guerra fatta di tagli allo stato sociale, precarietà e disuguaglianze crescenti.
Scritto da LR