Dall’11 al 19 aprile 2026 torna a Bologna la Festa Internazionale della Storia, che arriva alla sua XXII edizione confermandosi come uno degli appuntamenti più solidi in Italia per chi lavora – e riflette – sulla storia come pratica viva, pubblica e condivisa.
Il tema scelto quest’anno, “La storia, cambiamenti tra passato e futuro”, mette al centro una questione cruciale: come leggere le trasformazioni del presente attraverso gli strumenti della ricerca storica, senza semplificazioni e senza nostalgia, ma con uno sguardo critico capace di tenere insieme complessità e responsabilità.
La manifestazione è promossa dal Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) e dal Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica (LMRS) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”, in collaborazione con Università di Bologna, scuole, istituzioni e realtà culturali del territorio.
Il programma, come da tradizione, è diffuso e stratificato: conferenze, incontri, laboratori, spettacoli, itinerari e visite guidate attraversano la città coinvolgendo studiose e studiosi, insegnanti, studenti e cittadinanza. Archivi, musei e associazioni diventano spazi attivi di produzione culturale, offrendo occasioni concrete per confrontarsi con fonti, interpretazioni e narrazioni diverse.
Tra gli ospiti più attesi torna anche Alessandro Barbero, che il 16 aprile (ore 17.30) sarà protagonista della conferenza “Come la storia svolta senza che ce ne accorgiamo”, al Teatro EuropAuditorium. Un intervento che parte da un’immagine precisa: la storia non come una sequenza di grandi eventi, ma come un “fiume sotterraneo” che cambia corso quasi impercettibilmente, guidato da dettagli, scelte quotidiane e coincidenze spesso invisibili.
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria, e l’appuntamento si inserisce nel calendario principale della Festa.
Il tema dell’edizione sarà declinato con particolare attenzione alla storia delle donne e alle dinamiche del Mediterraneo e del Vicino Oriente, due ambiti che più di altri permettono di leggere intrecci, conflitti e trasformazioni su scala ampia.
Scritto da LR