Cosa succede quando lo sguardo non serve più a definire chi abbiamo davanti, ma a mettere in crisi anche chi guarda?
Da questa domanda nasce “Io sono Nessuno” (2025–2026), progetto di fotografia partecipativa sviluppato a Bologna all’interno di due strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, insieme a otto adolescenti e a un percorso di Scuola di Fotografia Sperimentale, che verrà presentato mercoledì 27 maggio alle ore 18.00 presso gli spazi di Ex-Dynamo a Bologna, all’interno dell’incontro pubblico Il Margine Visibile.
Il progetto è realizzato da Chiara Pirra all’interno di un laboratorio promosso da Arca di Noè (Consorzio L’Arcolaio), nell’ambito del progetto SAI del Comune di Bologna, coordinato da ASP Città di Bologna.
Il lavoro si svolge dentro strutture di accoglienza dove il tempo è spesso sospeso tra ciò che è stato lasciato e ciò che ancora non ha una forma stabile. In questo contesto, la fotografia diventa uno strumento semplice e concreto per lavorare insieme sulle immagini: non per rappresentare dall’esterno, ma per costruire uno sguardo condiviso a partire dall’esperienza quotidiana.
Il titolo richiama l’episodio dell’Odissea in cui Ulisse, per salvarsi, dichiara di chiamarsi “Nessuno”. Qui quella storia diventa un punto di partenza per riflettere sull’identità come qualcosa di non fisso, che cambia nel tempo e nelle relazioni.
La fanzine restituisce questo percorso come un lavoro collettivo in cui le immagini non servono a definire chi sono i partecipanti, ma a raccontare un processo: quello di uno sguardo che si costruisce insieme, mentre le storie sono ancora in movimento.
Scritto da LR