Burro e acciughe

Zero qui: si sente un po’ in un capitolo de “Il Vecchio e Il Mare”

Contatti

Burro e acciughe Via dell’Orto, 25
Firenze

Orari

  • lunedi chiuso
  • martedi 12–14 , 19–00
  • mercoledi 12–14 , 19–00
  • giovedi 12–14 , 19–00
  • venerdi 12–14 , 19–00
  • sabato 12–14 , 19–00
  • domenica 12–14 , 19–00

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

Scritto da La Redazione il 22 novembre 2016
Aggiornato il 23 novembre 2016

Un ristorante che è stato amore a prima vista. È andata così: giovedì sera, diluvio universale, la stanchezza della settimana che ti piomba addosso tutta insieme, la valigia per il weekend ancora da fare e uno dei più cari amici fiorentini che sta per partire per una nuova vita a New York.
«Si fa una cena tutti insieme stasera?».
«Ok, dai, pensate voi a prenotare, ditemi solo posto e ora, mi va bene tutto».
È così che ho scoperto Burro e Acciughe, un nome che svela fin da subito l’ingrediente protagonista di molti piatti: le acciughe, appunto.
Si può scegliere, per esempio, tra burro e acciughe del Cantabrico con pane caldo, o spaghetti con acciughe del Cantabrico con pinoli e pane nero tostato. Ma il menu va ben oltre, con moltissime alternative a base di pesce: ostriche, tartare, piatti di crudo, risotti di mare e diverse proposte del giorno con pesce freschissimo. Ricette semplici, tradizionali, niente di sensazionale a livello di ricerca e innovazione: qui si mangia bene e basta, questo è l’importante. A lasciare un segno è l’attenzione ai dettagli, che si ritrova sia nella presentazione dei piatti che nell’arredo del locale. Con un menu del genere ti aspetteresti interni tradizionali, quasi banali, invece è lo stile moderno industriale a farla da padrone, perfezionato da tutta una serie di particolari che guardano al mondo dei pescatori. Ottimo cibo e atmosfera accogliente: sono stata bene, molto bene. Insomma, trovatevi degli amici simpatici e prenotate subito una cena tutti insieme qui. Anzi, anche senza amici simpatici. Non potete perdervelo, punto. Antidoto infallibile contro la malinconia delle serate di pioggia fiorentine.

Elena Minozzi

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