Per il quarantesimo anno consecutivo, Bologna diventa la città in cui è possibile vedere contemporaneamente un capolavoro di Murnau, un film ritrovato di Wim Wenders, un benshi giapponese che accompagna dal vivo un film muto e un classico di Carlo Verdone. Dal 20 al 28 giugno torna Il Cinema Ritrovato, il festival della Cineteca di Bologna, la nostra grande abbuffata preferita.
I numeri sono sproporzionati. In nove giorni verranno proiettati 540 film distribuiti tra il Cinema Modernissimo, il Lumière e le altre sale della città, con il consueto approdo serale in Piazza Maggiore. Ma il festival comincerà già il 16 giugno con Il Cinema Ritrovato Extended, un programma di classici e documentari sulla storia del cinema, e andrà avanti fino al 5 luglio, trasformando di fatto l’inizio dell’estate bolognese in una lunga immersione dentro oltre un secolo di immagini in movimento.
Tra gli eventi più attesi c’è la prima mondiale del nuovo restauro di Aurora (Sunrise: A Song of Two Humans, 1927), il capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau che inaugurerà il festival in Piazza Maggiore con l’accompagnamento dell’Orchestra del Teatro Comunale diretta da Timothy Brock. Sempre sotto le stelle arriveranno anche Cuore selvaggio (1990) di David Lynch, presentato da Isabella Rossellini, Senza tetto né legge (1985) introdotto da Rosalie Varda, New York, New York (1977), Taxi Driver (1976) e il centenario di Mel Brooks, celebrato il 28 giugno con Frankenstein Junior (1974).

Anche quest’anno il festival sarà attraversato da una costellazione di ospiti che useranno i classici come punto di partenza per raccontare il proprio cinema. Ci saranno Wim Wenders, che presenterà il suo rarissimo film di diploma Summer in the City (1970), Isabella Rossellini, Irène Jacob, Marco Bellocchio, Alice Rohrwacher, Lav Diaz, Kleber Mendonça Filho e Arnaud Desplechin. A loro si aggiungono Rosalie Varda, Pietro Marcello e Carlo Verdone, che aprirà le proiezioni estive in Piazza Maggiore con il restauro di Bianco Rosso e Verdone (1981).
Come sempre, però, il cuore del Cinema Ritrovato sta nelle scoperte: film censurati, opere mai distribuite, restauri inediti e autori che per ragioni politiche o produttive sono rimasti ai margini della storia ufficiale del cinema. Tra le chicche di quest’anno ci sono anche le versioni restaurate in 3D di The Bounty Hunter (1954) e Phantom of the Rue Morgue (1954), oltre alla prima mondiale della versione integrale restaurata di The Devils (1971) di Ken Russell, per anni mutilata e praticamente invisibile.
A guidare il programma sono ancora una volta le due grandi bussole del festival: La Macchina del Tempo e La Macchina dello Spazio. La prima attraversa le epoche e quest’anno dedica ampio spazio al cinema del 1906 e a quello del 1926, con oltre sessanta titoli che permettono di vedere il cinema delle origini mentre inventa sé stesso. Tra terremoti ripresi dal vero, melodrammi dimenticati e pionieri dell’animazione, emerge un mondo sorprendentemente moderno. Nella sezione dedicata ai cento anni fa trovano posto capolavori come Achmed, il principe fantastico (1926) di Lotte Reiniger, considerato il più antico lungometraggio animato sopravvissuto, e rarità provenienti da tutta Europa.
La Macchina dello Spazio porta invece il pubblico in altre geografie cinematografiche. Dal cinema militante dello spagnolo Juan Antonio Bardem a quello radicale del bengalese Ritwik Ghatak, passando per il maestro giapponese Daisuke Ito, i noir scandinavi degli anni Quaranta e Cinquanta e la sezione Cinemalibero, che attraversa Guinea, Iran, Filippine, Portogallo e Turchia. È uno degli aspetti che rende il festival unico: la possibilità di costruire una storia del cinema che non passa soltanto da Hollywood, Parigi o Roma.

Tra gli omaggi più importanti ci sono poi quelli a Luchino Visconti, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa e a 120 anni dalla nascita, alla performer e attivista Joséphine Baker, protagonista di una retrospettiva completa, e a Barbara Stanwyck, nuova diva dell’anno dopo Katharine Hepburn. Non mancheranno percorsi dedicati al regista hollywoodiano Mitchell Leisen, alla filmmaker sperimentale svedese Gunvor Nelson e ai documentari che raccontano figure come Marilyn Monroe, James Dean e Jean Cocteau.
Una delle novità più affascinanti arriva proprio dal Giappone. Per la prima volta nella sua storia il festival ospiterà un vero benshi, il narratore che accompagnava dal vivo le proiezioni del cinema muto giapponese. Ichiro Kataoka salirà sul palco insieme a musicisti tradizionali per restituire al pubblico un’esperienza che in patria è quasi scomparsa con l’avvento del sonoro.
E poi i cineconcerti, che al Cinema Ritrovato non sono mai un semplice accompagnamento musicale. Oltre ad Aurora, Piazza Maggiore ospiterà i restauri di Vita da cani (A Dog’s Life, 1918) e Charlot soldato (Shoulder Arms, 1918) di Charlie Chaplin, mentre il gruppo finlandese Cleaning Women sonorizzerà dal vivo Curses of the Witch (1929).