Il meglio di Biografilm 2016 tra rivoluzione digitale, confini, arte e musica

Una panoramica sulla dodicesima edizione del festival cinematografico dedicato ai racconti di vita, a Bologna dal 10 al 20 giugno

Scritto da Salvatore Papa il 26 maggio 2016
Aggiornato il 20 giugno 2016

Storie apparentemente piccole, distanti da noi migliaia di chilometri o continenti, vissute da personaggi che un momento prima non esistevano e che improvvisamente diventano i nostri nuovi eroi. Ci fanno commuovere, sorridere o, addirittura, cambiare stile di vita, aprono domande, alternative o strade inesplorate, aggiungendo possibilità alla vasta gamma di accadimenti del vissuto. Succede a Biografilm, che da dodici anni con gusto sempre più raffinato porta in sala una selezione di racconti di vita in grado di allargarci gli occhi su presente, passato e futuro, speranze, paure, limiti e potenzialità.

Un festival ormai maturo che chiamarlo “di cinema” sembra quasi riduttivo, considerando la quantità di eventi collaterali dell’affollatissimo Parco del Cavaticcio (qui il programma) e le presenze all’aperto che superano ovviamente quelle di sale pur spesso gremite. Un andirivieni frenetico tornerà, quindi, a solcare le strade roventi della Manifattura delle Arti grazie a una programmazione ininterrotta che dal 10 al 20 giugno avrà, come sempre, il suo cuore pulsante nelle stanze della Cineteca (insieme a Cinema Arlecchino, Jolly ed Europa).

Roventi anche alcuni degli ospiti già annunciati, in particolare Gael Garcìa Bernal e Luca Marinelli. L’attore messicano presenterà il festival di documentari da lui creato Ambulante, portando in sala una selezione di titoli dalle precedenti edizioni, mentre l’astro nascente del cinema italiano, interprete in “Non essere cattivo” e “Lo chiamavano Jeeg Robot” terrà una masterclass (riservata però agli studenti della Biografilm School e a quei pochi che riusciranno a prenotarsi per tempo). Da segnalare anche il regista Jaco Van Dormael (Mr. Nobody, Dio esiste e vive a Bruxelles) e la madrina bulgara Margita Gosheva (The lesson – Scuola di vita).

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Gael Garcìa Bernal

Il tema di quest’anno torna a battere sulla rivoluzione digitale proseguendo il discorso iniziato nel 2015 con la riflessione sulle Vite connesse avviata dal film su Snowden, Citizen Four. “The Brand New World – Raccontare la civiltà digitale” ruota principalmente attorno a due opere: il nuovo del maestro Werner Herzog, Lo and Behold, Reveries of the Connected World, documentario giocoso e allo stesso tempo inquietante sul futuro di internet e sul moderno mondo digitale, e il cyber-thriller di Alex Gibney, Zero Days.

Altro focus di grande attualità è quello dedicato ai confini e alle barriere geografiche, “No Borders”, tra i cui titoli compare anche Un paese di Calabria, documentario di Shu Aiello, Catherine Catella, sulla rinascita della semi-deserta Riace grazie a una politica di accoglienza e integrazione o Les Sauteurs, definito “un capolavoro di empatia e di immaginazione morale” da Joshua Oppenheimer (The Act of Killing), uno che di empatia se ne intende.

E non può non suscitare curiosità la selezione di film prodotti o ambientati in Corea del Nord (sono tre: The Lovers and the Despot, Propaganda, Under the Sun), Paese tra i più ardui da documentare.

 

Ecco, infine, tra la caterva di titoli, una selezione dalle varie altre sezioni (Biografilm Italia, Concorso Internazionale, Contemporary Lives, cinema di finzione, Biografilm Arte e Biografilm Music) dei più attesi e interessanti:

  • l’anteprima italiana della Palma d’Oro a Cannes 2016, I, Daniel Blake, di Ken Loach;
  • Miles Ahead, di Don Cheadle, sugli anni “perduti” del grande Miles Davis e sulla rinascita che ne seguì (tra gli attori c’è anche Ewan McGregor);
  • The Space in Beetween: Marina Abramovic and Brazil, di Marco Del Fiol, racconto del viaggio in Brasile della regina della performing art, un’esplorazione del processo creativo e dei limiti dell’arte, tra rituali sacri, guaritori “miracolosi” e sciamanesimo;
miles-ahead
Miles Ahead
  • The Music of Strangers: Yo-Yo Ma and The Silk Road Ensemble, di Morgan Neville, sul collettivo multiculturale di musicisti fondato dal famoso violoncellista;
  • Ma Ma, di Julio Medem (Gli amanti del circolo polare, Lucía y el sexo) con Penelope Cruz nel ruolo di una donna malata di cancro alla prese con una nuova gravidanza;
  • Demolition, di Jean-Marc Vallée, già regista di Dallas Buyers Club, con Jake Gyllenhaal e Naomi Watts;
  • Porno & Libertà, di Carmine Amoroso, immagini libere e inedite che ripercorrono le battaglie di Judith Malina, Riccardo Schicchi, Cicciolina, Helena Velena e altri;
porno e libertà
Porno e libertà
  • tutti i film del focus su Christo, l’artista statunitense famoso per le sue opere gigantesche di “impacchettamento”, attualmente in Italia per lavorare a The Floating Piers sul Lago D’Iseo;
  • Shashamane, di Giulia Amati, sulla “terra promessa” etiopica, oggi “enclave” di rasta, donata nel 1948 da Hailé Selassié a tutti gli africani che, dispersi nella diaspora della schiavitù, avessero voluto tornare in patria;
  • Rotte indipendenti, di Laura Rongoni e Giangiacomo De Stefano, che documenta la scena musicale undeground italiana con quattro episodi per quattro città (Bologna, Milano, Roma, Torino);
Christo in Paris
Christo in Paris
  • Andrea Pazienza – Fino all’estremo, di Paolo Careda, sul maestro del disegno che quest’anno avrebbe compiuto 60 anni;
  • Professione Remotti, di Silvio Montanaro, sul mitico Remo Remotti, “ultimo poeta della Capitale;
  • Ho conosciuto Magnus, di Paolo Fiore Angelini, racconto dell’uomo dietro l’artista mito del fumetto italiano.
  • Black Sheep, storia di Ausman, giovane disulluso dalla rivoluzione in Libia alle prese con una dura scelta: restare e lottare per la propria Terra o emigrare per un futuro migliore?

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