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Bologna Bookshop: a Bologna Welcome la rete diffusa di bookshop museali della città

Scritto da La Redazione il 29 aprile 2026

Nasce Bologna Bookshop, un nuovo strumento che trasforma i bookshop dei musei da semplici punti vendita a spazi che ospitano anche eventi e servizi di infopoint turistico. La gestione è stata affidata alla Fondazione Bologna Welcome, a cui il Comune di Bologna aveva già concesso i tre bookshop di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Museo Civico Archeologico e Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio che si aggiungono a quelli di Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna e Palazzo dell’Archiginnasio e al punto già attivo alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.

“Bologna Bookshop – si legge – si configura come un dispositivo urbano che connette istituzioni e persone, suggerendo itinerari ed esplorazioni della città fatti di tappe, soste e ritorni. Un punto di riferimento anche per chi attraversa la città e sceglie di fermarsi, indipendentemente dall’ingresso al museo.[…] Oltre ai libri, in particolare cataloghi di mostre e editoria d’arte, i visitatori possono trovare una proposta curata di oggetti e prodotti che dialogano con i contenuti culturali del museo e con il territorio. […] Accanto a questo, Bologna Bookshop propone un ricco programma di eventi che anima la rete di spazi coinvolti: presentazioni di libri, firmacopie, workshop, dibattiti, ma anche degustazioni, book club, letture ad alta voce e visite guidate legate alla selezione editoriale in vendita. Un calendario dinamico pensato per trasformare ogni bookshop in un luogo vivo di cultura e incontro. I bookshop svolgono inoltre una funzione di orientamento, diventando infopoint diffusi, luoghi in cui raccogliere informazioni su musei, eventi, percorsi e opportunità culturali e turistiche in città.”

La Fondazione diventa così sempre più centrale all’interno delle politiche culturali della città. Nata per integrare la promozione del turismo alla cultura e allo sport, ha ottenuto nel tempo sempre più risorse e spazi che dovrebbero consentirgli di raggiungere una certa autonomia rispetto ai finanziamenti comunali.

Attualmente gestisce pezzi molto importanti di città come Palazzo Pepoli, il Palazzo dello Sport “PalaDozza”, (ad esclusione dei locali utilizzati dall’Istituto di Medicina dello Sport), gli spazi di ExtraBo, i locali IAT di Piazza Maggiore, i locali ex Torinese, il complesso di Palazzo Re Enzo-Palazzo del Podestà, Torre dell’Orologio, il Palazzo dei Notai “Salone delle Donne” e “Locale ex Combattenti e Reduci” e Le Due Torri (Torre degli Asinelli e Torre Garisenda) oltre che le visite guidate al Palazzo dell’Archiginnasio e al Teatrino Anatomico e i bookshop già citati.