GorillART

Il nuovo progetto di Gorillas in occasione dell’art week torinese

Scritto da La Redazione il 3 novembre 2021
Aggiornato il 4 novembre 2021

Nutrirsi è un concetto ampio, non riguarda solo il cibo ma prevede un ascolto di sé stessi e dei propri bisogni. Si possono nutrire anche gli occhi e lo spirito e per farlo, esistono mondi interi: quelli dedicati alle arti. Gorillas lo sa bene, uno dei suoi principi base è la volontà di ascoltare il territorio in cui si muove, per capirne i bisogni – per questo, dal 5 all’11 novembre, mettendosi in dialogo con il grande ritorno della settimana dell’arte a Torino, ha deciso di sviluppare un progetto che possa rendere l’arte accessibile a tutti, un bisogno nuovo, da scoprire e da accogliere nelle proprie case.

Si chiama GorillART e l’artista coinvolto è Oliviero Fiorenzi, classe 1992, di origini marchigiane ma spesso in viaggio per ricerca. Molto attento al contesto in cui si trova a operare, Oliviero attinge a tutti quei simboli e ricordi che immagazziniamo durante l’infanzia e l’adolescenza – il vocabolario che ci accompagna in ogni esperienza e che dal gioco si trasforma in sensibilità. Gli immaginari che è capace di sviluppare sono ampi, dinamici e accoglienti, energici e predisposti al gioco e al cambiamento.
Gorillas, che accoglie questi valori, ha coinvolto Oliviero per la realizzazione di un’opera unica, una stampa in serigrafia su lastra di zinco a quattro colori, realizzata dall’artista in tiratura limitata, che arriva direttamente a casa di chi ordina con l’app di Gorillas nella città di Torino (in omaggio a partire da una spesa di 30 euro). L’opera si intitola “Fiore Selvatico” ed è stata realizzata in collaborazione con Presspress.

Al centro dei valori del brand c’è la voglia di creare un senso di rispetto verso il cibo, di responsabilità per un bene che non deve essere sprecato. Questa preziosità viene risaltata anche nel progetto GorillART, dove la cura, la manifattura e l’estetica dell’opera, ne raccontano i valori.
Promuovere un presente genuino vuol anche dire sapersi aprire a un dialogo costante, far proprio il dinamismo che caratterizza il nostro tempo e arrivare a una visione lucida dei nuovi bisogni che ci attraversano.