I primi nomi e il tema di ROBOT Festival 2020

Scritto da La Redazione il 21 settembre 2020

Foto di John Divola

ROBOT c’è. Il festival di arti elettroniche e digitali non si dà per vinto nonostante i DPCM che hanno chiuso le discoteche e vietano le serate danzanti, provando ad andare oltre i limiti e le restrizioni. Non è un caso forse che proprio Borders sia stato scelto come tema della dodicesima edizione, per richiedere ai corpi – come scrive Marco Mancuso di Digicult, al quale è stata affidata la redazione del nuovo manifesto – “di mettersi in gioco, di abitare gli spazi fisici e virtuali in maniera consapevole, suggerendo percorsi di mutazione di progetti musicali capace di evolvere in risposta all’attuale situazione di emergenza, a indicare i confini da esplorare non solo (o non più) in senso geografico quanto piuttosto in misura organica ed emozionale”.

Sarà, quindi, un’edizione diversa, tutta italiana e tutta in un’unica location, dal 23 al 25 ottobre al DumBO, con la musica elettronica che diventa performance, concerto, ambiente, partitura da ascoltare.

Il programma è in via di definizione, ma ci sono già i primi tre grossi nomi, tre personalità di profilo internazionale che hanno collaborato con la direzione artistica di ROBOT – sempre nelle mani di Marco Ligurgo – invitando a suonare con loro o suggerendo alcuni artisti per la line up: si tratta di Caterina Barbieri, Donato Dozzy e Lorenzo Senni che si esibiranno nel Binario Centrale.

Il resto degli artisti (che verranno annunciati a breve) e delle performance saranno distribuiti tra la Baia, area coperta all’aperto di DumBO, e lo Spazio Bianco, dove verrà dato come sempre grosso risalto anche alla scena sonora bolognese.
Non mancheranno i workshop e i panel che approfondiranno i temi del festival e le installazioni artistiche allestite negli spazi di DumBO.
Gran finale il 25 ottobre nella Baia con un BBQ musicale dalle 12 sino a mezzanotte e con il ritorno della sezione RBT Kids, un programma di laboratori ed ascolti pensati per i più piccoli.