Il meglio del festival di fumetto BilBOlbul 2018 tra mondi fantastici e undeground

Dal 22 al 25 novembre mostre, incontri, proiezioni laboratori e performance.

Emelie Östergren

Scritto da Joe Teufel il 8 novembre 2018

Sarà un BilBOlbul fantastico. Non perché vogliamo già dare un giudizio – sebbene non ci siano bisogno di ulteriori dimostrazioni – ma per il tema di questa dodicesima edizione che mescola introspezioni apocalittiche e ambigui giardini, cunicoli spiraliformi e – per la prima volta – veri e propri supereroi. Una fuga dalla “normalità” alla ricerca di una ridefinizione del reale, nuove geografie, nuove regole, nuove storie. Così il festival internazionale di fumetto di Hamelin torna a fare quello che gli riesce meglio: esplorare. Una missione che è già partita il 23 ottobre scorso con la riscoperta di uno dei grandi maestri del graphic novel italiano, Guido Buzzelli, e che dopo aver attraversato una miriade di eventi off che coinvolgono librerie, gallerie d’arte e locali del centro di Bologna (qui il programma) giunge a compimento dal 22 al 25 novembre.

Che ci sarà il mitico Jack Kirby ve l’abbiamo già detto, ma ve lo ripetiamo: “The King of Comics”, ovvero il padre di tutti i principali eroi della Marvel, dai Fantastici Quattro a Hulk a Iron Man, sarà in mostra alla Fondazione del Monte dal 24 novembre con una settantina di tavole che offrono uno sguardo inedito sulla sua carriera al confine tra slancio visionario e stilemi del pop.

Tra i supereroi ci sarà anche il texano Mat Brinkman, uno dei padrini del fumetto indipendente americano, nato all’interno del Fort Thunder di Providence, uno spazio occupato che fu fucina di una rivoluzione stilistica. Praticamente un personaggio di culto per chi ha a cuore quell’estetica indie/underground degli anni 90, nonché musicista con le band Mindflayer e Forcefield. Per anni Brinkman si è rifiutato di ristampare i propri libri o esporre le sue opere. Ebbene, la sua prima mostra retrospettiva in assoluto sarà proprio a BilBOlbul, dal 23 novembre alla Pinacoteca, in occasione della nuova edizione curata da Hollow Press dei suoi Teratoid Heights e Multiforce (da molti considerato il più influente fumetto degli anni Zero), da anni fuori commercio. E, incredibile, ci sarà pure lui per un incontro con Ratigher il 24 novembre all’Accademia.

Sempre in Pinacoteca la prima mostra monografica di Francesco Cattani (dal 23 novembre), autore di Luna del mattino e del bellissimo Barcazza, nonché del manifesto del festival e del “Bilbolbear” che vedrete spesso in giro in quei giorni.

Ma la vera sorpresa di quest’edizione sono le donne, due in particolare: l’illustratrice e fumettista francese, Amandine Meyer, creatrice di strambi universi per bambini, giardini dell’Eden in versione pop, colorati ed eccessivi (la mostra Mosca Cieca inaugura il 24 novembre al Museo della Musica) ed Emelie Östergren, uno dei talenti più originali dell’illustrazione e del disegno svedese contemporaneo in bilico fra l’onirico e il fantastico, intimo e grottesco, bizzarro e mostruoso (la mostra Mangiami Bevimi dal 24 novembre presso Squadro). Entrambe davvero imperdibili.

C’è spazio anche per la scienza con il progetto ERCcOMICS, che punta a valorizzare la comunicazione scientifica facendo lavorare insieme fumettisti e ricercatori alla realizzazione di 16 webcomics basati su altrettanti progetti europei di ricerca. La mostra la trovate dal 23 novembre all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

E poi, ancora, lectio magistralis (tipo quella con David B di giovedì 22 novembre alle 15 in Accademia), incontri (vedi Ruppert & Mulot il 24 novembre alle 17.30 all’Alliance Française), proiezioni (venerdì 23 alle 20 al Lumiere torna Gipi a presentare il suo film Il ragazzo più felice del mondo) e tappe fisse (come l’inaugurazione della nuova porta del Sì sabato 24 novembre alle 18.30 affidata quest’anno a Francesca Pizzo).

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