Il quaderno della quarantena di Silvia Costa

Scritto da La Redazione il 23 marzo 2020

Sono dentro. L’ essere ciò che è chiuso in un tratto. È il titolo premonitore del progetto di Silvia Costa iniziato in occasione di Artcity lo scorso 24 gennaio alla Biblioteca delle Donne di Bologna in collaborazione con Xing. L’artista, regista e performer aveva in quel caso messo in mostra i suoi disegni realizzati come frammenti di un diario personale uscendo dal proprio guscio per raccogliere pensieri e parole d’altri che di notte aveva poi trasformato in forme e figure tra gli scaffali della biblioteca. Sulla scia di quell’esperienza e ispirata da uno stare dentro forzato che riguarda tutti, il progetto continua oggi via mail in una raccolta di suggestioni esterne trasformate in disegni che andranno a comporre un quaderno della quarantena.

“Questo virus – scrive – è esistenzialista. Nel suo metterci in pausa forzata, assopendoci con questa domenica senza fine, ci sbatte in faccia una realtà che ci spaventa perché per la prima volta non sappiamo quando finirà, e non sappiamo come sarà il dopo. Chi e come saremo? Ci mette in uno stato di convalescenza, e urgenza. Ozio e operosità. Vuoto e pieno. Spazio e tempo. Come si trasforma il tempo e il suo pensiero nel momento in cui si smette di anelare al tempo libero, al tempo che non c’è mai, perché ne siamo sommersi?
È davvero libero questo tempo? O è solo un altro tempo di cui ci eravamo dimenticati, che ci riporta a considerarci come Esseri, e ci chiede di riconsiderare il nostro fare attivo. Disegnare, come molte altre pratiche solitarie, è un modo di pensare e fissare il proprio tempo. La mia proposta è un modo di fissare cosa ci sta attraversando, anche se non sappiamo cos’è. È un ascolto personale ma si apre per cercare di capirlo insieme”.

Chi lo volesse può scriverle alla mail ssilviacostaa@gmail.com

Ecco i disegni realizzati fino ad oggi.