Il ritorno controcorrente di NODE Festival: ecco il programma completo

Scritto da Giulia Sambugaro il 5 novembre 2021

Quando si parla di festival, dopo tre anni di silenzio, uno pensa che tutto sia finito. È un’idea che nasce dal sistema in cui siamo immersi che richiede una presenza costante: sul web o dal vivo l’importante è continuare a raccontare che tutto va avanti, non importa come, pena l’esclusione dai giochi. Potremmo anche chiamarlo produttivismo culturale ed è una brutta bestia. Ma è anche il modo per comprendere le differenza tra prodotti e progetti culturali. Il prodotto per esistere ha bisogno di un mercato, il progetto di una visione talvolta radicale, quasi sempre radicata in uno specifico contesto.

Tutto questo pippone per dire che NODE alla sua decima edizione e dopo tre anni di stop riconferma la volontà di mantenere le caratteristiche del progetto culturale. Fare qualcosa prima non era semplicemente possibile, per le caratteristiche stesse di un festival che vive di relazioni reali e che non accetta di fare compromessi sul proprio concetto di qualità.

Eppure il processo che ha portato alla costruzione del programma della nuova edizione non si è mai interrotto, un lavoro che ha generato “un piccolo ma variegato microcosmo sintetico“, nel quale convivono paesaggi digitali iperrealistici e suggestioni primordiali, tecnologie obsolete spinte ai limiti delle proprie possibilità e multistrati sonori, ambient, elettroacustica, minimalismo, ordine e caos.

Asuna

Dopo il vernissage del 30 ottobre alla Chiesa di San Bartolomeo con i due sound artist FujiIIIIIIIIIIIta e Amosphère, giovedì 18 novembre arriva l’artista giapponese Asuna che presenta in anteprima nazionale il progetto 100 keyboards nella Sala delle Monache del Complesso di San Paolo.
Tra performance e installazione sonora, 100 tastiere giocattolo generano un multistrato di droni, loop e implosioni pop, creando una complessa architettura acustica per un’esperienza di ascolto unica che varia in base alla posizione nello spazio.

Il festival vero e proprio si svolge, invece, dal 7 al 10 dicembre, partendo dal Teatro Storchi con il ritorno di Ryoichi Kurokawa chepresenta il suo ultimo progetto a/v, intitolato subassemblies in cui immagini di edifici in rovina e spazi dismessi riconquistati dalla natura vengono renderizzati attraverso tecnologie 3d creando una realtà dinamica ibrida in costante equilibrio tra ordine e caos. Nella stessa serata, per la prima volta a NODE, il progetto collaborativo tra elettroacustica e sonorità ambien del musicista e teorico francese François J. Bonnet (in arte Kassel Jaeger) e il compositore, produttore e fondatore dei Sunn O))) Stephen O’Malley.

Ryoichi Kurokawa

Sempre al Teatro Storchi, mercoledì 8 dicembre Quayola e SETA  presentano Transient – Impermanent Paintings, un duetto di pianoforti motorizzati e proiezioni video, che combina elementi umani e tecnologici mediante un sistema di algoritmi generativi non convenzionali. Pennellate iperrealistiche ad altissima risoluzione si articolano, proiettate a grandi dimensioni, sulla superficie di una tela digitale, dove le corrispondenze tra segni e note delineano i contorni di paesaggi sinestetici e polifonici.
A seguire kistvaen, la performance che intreccia le elaborazioni sonore di Roly Porter, i visual di MFO e le suggestioni primordiali veicolate dalla voce di Mary-Anne Roberts, interprete di canti rituali della tradizione funebre gallese.

Altro atteso ritorno è quello di Robert Henke, il 9 dicembre al Cinema Astra con CBM 8032 AV, una performance audiovisiva immersa in un affascinante verde monocromatico che spinge cinque Commodore CBM 8032 ai limiti delle proprie tecnologie tra variazioni di rumori e onde sinusoidali digitali.

Si chiude il 10 dicembre nella Chiesa di San Bartolomeo con Dies Irae, una pièce per quartetto vocale femminile ed elettronica della compositrice svedese Maria W Horn che si apre con un coro e si conclude con un’improvvisazione per calici armonizzati, voce ed elettronica.

QUI LE INFO E IL PROGRAMMA COMPLETO