La Dozza vista da Carlo Masu (Cut)

Il cantautore e musicista racconta il proprio quartiere attraverso parole, immagini e musica

Scritto da Carlo Masu il 3 dicembre 2021

Uno dei dischi prodotti a Bologna a cui sono più legato è Lungo i Bordi dei Massimo Volume. Il titolo mi ha sempre affascinato, descrive bene il piacere di osservare le cose dai margini per averne una visione d’insieme. Lungo i bordi hai la possibilità di osservare meglio le cose, non farti travolgere e analizzarle. Camminare ai margini è impegnativo ma soddisfacente, forse non ti verrà concesso di abbeverarti al calice del successo ma sicuramente ti puoi sempre bagnare in acque limpide e rigeneranti.
Questa piccola fetta marginale della città è conosciuta per due cose: il carcere e il Parco Nord. Qui ho avuto la possibilità di assistere a tanti concerti, alcuni memorabili altri semplicemente trascurabili. Ho avuto anche il privilegio di suonarci diverse volte. In quel non luogo che a seconda dei contesti e delle occasioni cambiava nome e offriva spazi diversi dove suonare o fruire musica. Ci vidi, tra gli altri, i Velvet Underground in occasione della loro reunion degli anni novanta. Era come immergersi in un sogno che pensavo irrealizzabile.
Proprio dietro al carcere della Dozza, tra terreni agricoli, case rurali e un maneggio, si trova il Vacuum Studio di Bruno Germano (ARTO), dove mi capita di incrociare Jacopo Incani (IOSONOUNCANE) che registra, Massimo Pupillo (ZU) che sta mixando assieme ad Enrico Baraldi (COLLARS), oppure Stefano Pilia (AFTERHOURS) che fa due chiacchiere con Mike Watt (MINUTEMAN, STOOGES), perché in quei giorni stanno preparando il loro tour europeo con IL SOGNO DEL MARINAIO. Di far le prove con i CUT e con LE OSSA e se entro in casa, proprio accanto allo studio, ci trovo Bruno che parla con David Grubbs (GASTR DEL SOL) assieme al nostro coinquilino Simone Cavina (COMANECI).
Il quartiere Dozza è un po’ questo: avere la possibilità di vivere la città ma, anche, di osservarla con distacco. Non essere nel mezzo dell’azione ma decidere di farne parte.

Da oltre vent’anni Carlo Masu è uno dei membri fondatori dei CUT, storico gruppo garage-noise-punk bolognese. Ritrovatosi con un mucchio di appunti, nel 2019 inizia a lavorarci su per dare un paesaggio sonoro a quelle che non erano altro che canzoni spoglie e scheletriche. Belle ma incomplete. Sono Le Ossa a dargli una mano in fase di arrangiamento e incisione. Ensemble formato da Mariagiulia Degli Amori (membro della Mandria, backing band di “IRA” di IOSONOUNCANE), Stefano Orzes (Eveline, The Crazy Crazy World of Mr. Rubik) e Peppe Randazzo (Entrofobesse), Le Ossa accompagnano Masu in questa nuova esperienza. “Ombre di un corpo estraneo” è il suo esordio solista.