La quarantena vista dai tetti di Bologna

Una raccolta di scatti da finestre, balconi e terrazze. Potete mandarci i vostri scrivendo a redazionebologna@edizionizero.com

Scritto da Gianmaria Concetti il 9 aprile 2020
Aggiornato il 14 aprile 2020

Foto di Ashanty Jones

“Su, vai. Nessuno vuole confinarsi quassù per sempre”: dice così Quasimodo all’uccellino, per convincerlo a spiccare il volo, in una delle primissime scene del cartone Disney sul gobbo di Notre Dame.
Lui invece, il protagonista, è lì, bloccato, nella torre del campanile della cattedrale. Eppure, dal suo esilio, Quasimodo può godere un paesaggio unico della capitale francese. L’altezza gli permette di avere una prospettiva in grado di uscire dagli angoli ciechi delle vie, o dall’oscurità ombrosa dei palazzi, di sovrastare Parigi e godersi la vista sui tetti, a contatto col cielo.
Tetti che condividono le sorti dei propri abitanti, come i bohemiens o i poveri raccontati da Puccini, che sotto di loro trovavano rifugio e ispirazione, potendo allargare il proprio orizzonte e sentirsi migliori. O come Mimì, che nella miseria della sua vita rivendicava con orgoglio il fatto che dalla sua povera soffitta, più in alto di tutti, era lei la prima in città ad essere baciata dal primo raggio del primo sole ad aprile.

Bologna non è Parigi (anche se qualcuno potrebbe smentirmi), e noi non siamo né Quasimodo né Mimì (e anche qui se ne potrebbe discutere). Ma in questi giorni ci troviamo tutti chiusi in casa, forzati ad assistere all’arrivo della primavera da finestre, balconi e, i più fortunati, terrazze.
Questa condizione – o costrizione, come dir si voglia – ci sta ponendo però in una insolita posizione. Abituati a vivere la città dal suo interno, infatti, stretti nelle sue vie e i suoi portici, ora ci troviamo a cambiare sguardo e prospettiva, osservandola in maniera completamente differente.

Attraverso una “call” tra amici abbiamo così raccolto una serie di scatti che mostrano una Bologna diversa, a livello del cielo. Una Bologna che difficilmente prima ci saremmo fermati a osservare, ma che sa rivelarsi altrettanto affascinante, soprattutto ora che sembra non appartenerci più. Nell’attesa di non sentirci più Quasimodo o Mimì e poter tornare a scegliere da che punto guardare il mondo, sapendo che ve ne è uno in più.

Potete mandarci anche i vostri scrivendo a redazionebologna@edizionizero.com

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno già contribuito a questa raccolta fotografica: Ashanty Jones, Chiara Giuri, Chiara Volpato, Claudia Morgera, Elisabetta Gennari, Francesco Bucceri, Greta Argenziano, Marta Giambrone, Salvatore Costanza, Samuele Bernardi, Silvana Monaco, Silvia Nerozzi, Vincenzo Petrillo, Leandro Daltri, Diana Ferriani, Irene Lazzarin, Gianluca, Valentina e Asia, Emanuela Impalà, Matteo Lion, Claudia Trolla, Jessica Vallone, Cecilia Brugnoli, Paolo Rebaudengo, Elisa Folloni, Elena Marconi, Maria Sarti, Federica Cipriani, Catterina Ragno, Susan Zuckerman, Renata Vitiello, Annalisa Quaranta, Sonja Moghaddari, Federico Cristofori, Fabrizio Maso, Paolo Arata, Gabriella Carlisi, Ludovica Baldone e Angela Belfiore, Marianna Guiraud.