L’Ex Forno del MAMbo chiude: «scaricati con una pec»

Scritto da Salvatore Papa il 21 dicembre 2021

Dal 2 gennaio l’Ex Forno del MAMbo sarà senza gestore. Dopo tre bandi andati a vuoto e quattro proroghe, all’attuale società – la NMP – che lo ha in carico dal 2016, non è stato concesso di andare avanti, nonostante il grande lavoro che ha reso in questi anni il locale un punto di riferimento soprattutto per una certa scena legata al clubbing. Tanti sono i dj cittadini che lì dentro sono cresciuti e tante le associazioni che sono state accolte per poter sperimentare le loro proposte musicali, spesso accompagnate anche da mostre, incontri e spettacoli. Ma per l’Istituzione Bologna Musei che concede l’appalto questo non basta.

«Hanno deciso di non rinnovarci la proroga a causa di un debito che abbiamo col Comune di Bologna – ci spiega Giovanni Mazzoni. Se fosse stato un momento normale l’avremmo potuto anche prendere in maniera diversa, ma in un momento difficile come questo l’amarezza è tanta. Siamo comunque un bar di un museo che purtroppo è aperto in orario di pranzo solo venerdì, sabato e domenica. E siamo stati chiusi come tutti, sottoposti a limitazioni come tutti. Ci dispiace soprattutto perché dopo averci messo l’anima e non aver avuto mai nessun tipo di problema siamo stati scaricati con una pec, noi tre soci e i 5 nostri dipendenti che ora andranno a casa».

“In due anni – si legge sul Resto del Carlino – solo tre aziende hanno partecipato al bando” e nessuna ha ottenuto più di 31 punti a fronte di una soglia di sbarramento fissata a 51. Il problema sarebbe anche “la fideiussione richiesta, ovvero l’importo posto a base di gara di 151.000 euro”, troppo alta, per un rischio di impresa di almeno sei anni. Una cifra inavvicinabile per la stessa NMP.

Ora, siccome si rischia appunto di lasciare il bar del museo scoperto anche durante le feste, l’Istituzione Bologna Musei vorrebbe chiedere all’ultima un’azienda partecipante (non vincitrice), di prendere la gestione con affidamento diretto per 13 mesi, “in attesa che le condizioni di mercato consentano l’affidamento pluriennale”.

«Quel posto lì – continua Giovanni – non ha mai arricchito nessuno. Abbiamo sempre dato il massimo per fare in modo che la gente venisse e si divertisse, e crediamo di aver avuto comunque un ruolo importante sia lì che nella zona. È andata così. Faremo una festa di saluto per ringraziare tutti. Vi aspettiamo».

Peccato però.