Lorenzo Balbi lascia la direzione del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna dopo nove anni. Da settembre guiderà il sistema dei Musei Civici di Verona, incarico annunciato dal Comune scaligero nei giorni scorsi. La notizia chiude una stagione iniziata nel 2017 quando Balbi – allora 34enne, proveniente dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – vinse il bando per la direzione del museo, venendo poi riconfermato nel 2022.
In questi anni Balbi ha contribuito a ridefinire il profilo del MAMbo, spostandolo sempre più verso un modello di museo produttivo e laboratorio curatoriale, con un’attenzione alla scena emergente italiana e alle pratiche sperimentali. Una linea costruita in parallelo alla direzione artistica di ART CITY BOLOGNA, il programma diffuso di mostre, eventi e progetti che accompagna ogni anno Arte Fiera.
Gli anni della direzione Balbi sono però anche stati caratterizzati da una progressiva contrazione delle risorse disponibili per il sistema culturale pubblico, dentro cui il MAMbo ha cercato di restare a galla puntando su reti collaborative e produzioni condivise.
Il progetto che più ha segnato il suo mandato resta probabilmente il Nuovo Forno del Pane, nato durante la pandemia Covid: gli spazi del museo trasformati in atelier e luoghi di produzione per giovani artisti in un momento di blocco quasi totale del settore culturale. Un’esperienza che Balbi aveva descritto come «un’attività che ha al centro la creazione di una comunità artistica», rivendicando per il museo un ruolo non solo espositivo ma infrastrutturale rispetto alla città e al lavoro culturale. Ma molto importante è stato anche il lavoro sviluppato sulla Project Room, pensata come spazio dedicato alla rilettura di esperienze culturali, archivi e progettualità legate al territorio bolognese e regionale, spesso fuori dai percorsi canonici della programmazione museale.
Nelle dichiarazioni riprese dal Corriere di Bologna, Balbi rivendica il lavoro svolto in questi anni: «Il MAMbo è oggi riconosciuto come un museo di primo piano a livello internazionale, dove molti artisti bramano di esporre». E aggiunge: «Credo che i musei pubblici debbano restare centri indipendenti di produzione di contenuti».
L’uscita di Balbi arriva in una fase delicata per il sistema museale bolognese. Il Comune ha annunciato che nei prossimi giorni partirà l’iter per individuare il nuovo direttore del MAMbo, ma il nodo riguarda più in generale la governance dei Musei Civici. Dopo l’uscita improvvisa nel 2025 di Eva Degl’Innocenti, la direzione del Settore Musei Civici è, infatti, stata affidata ad interim a Giorgia Boldrini, già direttrice del Dipartimento Cultura del Comune di Bologna. Una soluzione temporanea che finora non è stata sostituita da una nuova figura stabile e che ora rende ancora più strategica la scelta sul futuro del MAMbo e dell’intero sistema cittadino.
La scelta del successore di Balbi sarà, quindi, inevitabilmente anche una scelta politica sul modello culturale che Bologna intende portare avanti.
Balbi lascerà Bologna simbolicamente sotto il segno di Giorgio Morandi. Il 16 giugno aprirà infatti a Shanghai Giorgio Morandi. Solo, la più ampia mostra dedicata all’artista bolognese mai realizzata all’estero, curata dallo stesso Balbi insieme a Francesco D’Arelli per il MAP – Museum of Art Pudong. Un progetto che il Comune ha presentato come operazione di diplomazia culturale e rafforzamento internazionale dell’immagine di Bologna.
Nel frattempo, nel sistema dell’arte iniziano già a circolare le prime ipotesi. In attesa del bando, uno dei nomi che vengono evocati più spesso è quello di Simone Menegoi, critico e curatore che ha diretto Arte Fiera dal 2019 al 2024. Vedremo comunque a settembre.