Luce, tempo, suono e voce: i mondi e le performance della nuova stagione di Raum

Lo spazio di Xing riapre il 6 ottobre con uno sleep-concert.

Scritto da Giulia Sambugaro il 1 ottobre 2018

Non un semplice contenitore, ma un laboratorio di produzione culturale dove sperimentare soluzioni e formati difficilmente ospitabili altrove ed elaborare i linguaggi del contemporaneo. Raum, lo spazio di Xing, riparte per una nuova stagione, rischiando come sempre sulla propria pelle incroci improbabili con artisti, organizzazioni e oggetti che provengono spesso da background differenti per creare nuove possibilità espressive. Difficile stabilire cosa vedremo o inquadrare il programma dentro generi o gusti: solo “luce, tempo, suono e voce” le coordinate, nient’altro. Nulla è scontato, ed è proprio questo il bello.

Si comincia il 6 ottobre con l’amato Hypnomachia, ormai storico format di sleep-concert che quest’anno ospita il musicista e compositore australiano Anthony Pateras con 8 ore di live che termineranno di primo mattino: un lungo flusso di sonorità per abbandonarsi in uno stato di piacevolezza semi-cosciente. Portatevi coperte o sacco a pelo.

Tra le nuove relazioni sviluppatesi nel tempo, prende forma definitiva quella con TRIPLA, la galleria di via Indipendenza che con PALARAUM (13 ottobre) lascerà in via Ca’ Selvatica una traccia visiva di sè prima di chiudere i battenti a febbraio 2019. Il progetto è la prosecuzione di Ù, disinstallazione delle vetrine avviata durante Live Arts Week che sarà completata a Raum, dove proprio una delle vetrine è in attesa di diventare opera…

Si intensifica, invece, il rapporto con Home Movies e il suo festival Archivio Aperto con un doppio appuntamento l’1 e il 2 dicembre all’interno di un focus sul cinema sperimentale nel ’68, che riporterà alla luce i rari super 8 e 16 mm di due registi quasi dimenticati dall’incredibile visionarietò: Gianni CastagnoliAndrea Granchi.

Fotogramma – Andrea Granchi

Tra le new entry troviamo invece gli under 30 Valerio Maiolo e Bianca Peruzzi, il primo musicista e organizzatore del festival Spectrorama la seconda artista multimediale e videomaker, che il 15 novembre presenteranno Eternal Source of Light, Voice, Space, un ambiente contemplativo di tradizione minimalista tra luce, suono e canto armonico.

Non mancano, ovviamente, gli affezionatissimi: Canedicoda, Kinkaleri e lo svedese Mårten Spångberg (il 20 ottobre) con la presentazione “performata” dei rispettivi libri freschi di pubblicazione (Adagio con buccia, All for All! e Movement Research), Sigourney Weaver, ovvero Biagio Caravano (già mk) e Daniela Cattivelli, insieme al giovane artista visivo Edoardo Ciaralli con la performance Willy Willy (9 novembre) e la regista e attrice Silvia Costa (stretta collaboratrice, tra gli altri, di Romeo Castellucci) che insieme al musicista Claudio Rocchetti (membro degli In Zaire) sta preparando un lavoro inedito, Midnight Snack, ispirato alla poetessa e artista Amelia Rosselli, figlia dei fratelli Rosselli (il 7 dicembre).

Da non perdere poi Acufene (23 novembre) della fotografa, designer e artista outsider Camilla Candida Donzella, un ambiente che prende spunto dall’immaginario del Banger Racing e dei motorsports con i quali l’artista è stata a stretto contatto per anni raccogliendo una serie di fotografie approdate poi in una fanzine con annesso vinile di motor-remix di Palm Wine e Dafne Boggeri (presenti durante la serata); e, infine, la performance che chiude il programma (il 14 dicembre) ideata dall’artista e scultore Alessandro Di Pietro, Short stories of Fires and Carbon: una serie di 4 atti performativi che coinvolgono altri artisti, Andrea Magnani, Costanza Candeloro, Riccardo Baruzzi e Riccardo Benassi.