Medieval KNights: 5 artisti che piacciono ai Father Murphy

La band presenta l'album 'Croce' per l'ultimo appuntamento della rassegna curata da Ombre Lunghe, Maple Death Records e IMAGO

Scritto da La Redazione il 7 luglio 2015
Aggiornato il 24 agosto 2015

Il live dei Father Murphy è un raro tipo di cerimonia in grado di sventrare il pubblico in due parti: una lasciata godere in estasi, l’altra abbandonata ad affrontare il dolore (“uno dei rituali più memorabili a cui abbia mai partecipato” anche a detta di Jarboe). Altrettanto inusuale è l’effetto che fanno su disco. Che Freddie Murphy e Chiara Lee sappiano essere assai disturbanti è fatto noto da tempo (e pure all’estero); ma non sono solo la tensione deforme, il rumorismo cupo, le percussioni che rimbombano nella cassa toracica. Con quei suoni e quelle poche parole, i Father Murphy sanno come scoperchiare l’urna in cui si nascondono paure, ossessioni, fallimenti, sensi di colpa. Il nuovo album “Croce”, uscito a marzo per la californiana Flenser, è un concept/via crucis tra sacrificio e resurrezione: un suono violento che sa farsi ammaliante e che, ancor più che in passato, trova immediatamente il modo di penetrare nella carne, straziarla e commuoverla. Un suono forse meno ostico, eppure nero come la pece. Dopo i tour oltreoceano e la chiamata di Michael Gira nella “sua” edizione del festival Le Guess Who?, questo potrebbe (e dovrebbe) essere davvero il momento della loro “consacrazione”: a tal proposito, sarebbe bello se almeno la metà del pubblico che oggi affolla i live degli Swans si affacciasse anche a quelli dei Father Murphy.

L’occasione è giovedì 5 luglio, al Museo Civico Medievale di Bologna, per la rassegna Medieval KNights curata da Ombre Lunghe, Maple Death Records e IMAGO.

Per arrivare preparati, gli abbiamo chiesto una lista commentata di artisti che riassumono bene le loro influenze.

Ketamine the Benevolence, di Boston.
I love you see my gun.
Hanno il suono, il ritmo ossessivo e l’estetica della Boston punk che abbiamo scoperto grazie a Boston Hassle.
Ascoltate l’EP, sono una delle nostre band preferite.

Andrea Pensado
Questo video non rende quanto la performance di Andrea con la bambola Andreita faccia paura, ma è pur sempre un’introduzione.
Insegna pianoforte a Salem, dove hanno bruciato le streghe, e la maggior parte dei suoi concittadini non è a conoscenza del fatto che lei abbia il diavolo dentro.
Sarà in Europa in ottobre.

Ezra Buchla
Ezra è un punto di riferimento.
Nessuno sa urlare come lui, è viscerale, sincero e diretto nella sua musica.
C’è tantissima sofferenza, ma anche un’enorme consapevolezza.

Gabriel Saloman
E dopo Ezra arriva Gabriel.
Che sta nel mezzo tra musica classica contemporanea e wall of sound.
In equilibrio tra la melodia di Arvo Part e i suoni furiosi dei suoi Yellow Swans.

Afraid

Una delle band più giovani con cui abbiamo suonato, sono della Portland “sbagliata”, quella di Stephen King.
Ci raccontavano che con la loro musica cercano di portare il dub tra gli interminabili boschi del Nord Est.
Si sono appena trasferiti a San Francisco, e non vediamo l’ora di vedere come si trasformeranno seguendo la California e l’Oceano…