Oops, mi si è ristretto il festival!

Colpo di spugna all’Home Venice: Aphex Twin, Modeselektor, Jon Hopkins, Vaccines, Mura Masa non sono più nel cartellone dell’evento estivo a Parco San Giuliano. Dopo un giorno di polemiche concessi i rimborsi.

Scritto da Redazione Venezia il 28 giugno 2019
Aggiornato il 29 giugno 2019

Prima la notizia buona o prima quella cattiva? Via il dente via il dolore. Le poche righe del nostro numero cartaceo dedicate all’Home Venice Festival, prima edizione al parco San Giuliano dopo due lustri nella vicina Treviso, erano praticamente tutte per lui: mr. Richard David James. Aphex Twin però non ci sarà. L’Home Venice Festival ha deciso di fare a meno del suo roboante spettacolo elettronico e visuale che probabilmente ha rappresentato per migliaia di appassionati il motivo principale per iniziare a prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di acquistare un biglietto e partecipare all’evento. D’altro canto, non si può nasconderlo, un nome come il suo non poteva che rappresentare un centro di costo notevole all’interno del budget per i cachet dei 100 artisti in programma. Niente Windowlicker, niente Come to Daddy, niente Collapse.

Conferenza Stampa del 27 giugno. Il comandante della Polizia locale di Venezia, Marco Agostini, la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano, il founder di Home Venice Festival, Amedeo Lombardi, l’assessore alle Politiche giovanili Simone Venturini, Fabrizio d’Oria di Ve.La S.p.A.,Giovanni Santoro per il gruppo Avm.

A collassare, piuttosto, è la credibilità del Festival, che con un colpo di facebook, pubblicato a poche ore da una conferenza stampa nella quale nulla era trapelato se non la notizia degli sconti sui biglietti per i residenti e qualche altra informazione logistica, ha cancellato dal proprio cartellone anche altri nomi di peso e di qualità di questa edizione: Jon Hopkins, Modeselektor, The Vaccines, Moodymann, Adam Beyer e Mura Masa. Un caso a parte riguarda il trapper Pusha-T, che sembra aver scelto di fissare autonomamente da mesi un altro concerto nella data prevista a Venezia, a New York. «Home si scusa per il disagio coi fan degli artisti cancellati». Questa è la parte più chiara del messaggio pubblicato il 27 giugno, giovedì, a due settimane dall’inizio del Festival. Le ragioni di questa cancellazione rimangono un po’ criptiche, elusive, contraddittorie, a dire poco: «Il parco è stato interessato da grandi lavori di sistemazione per preparare l’evento, alcuni appena terminati. Per questo motivo abbiamo dovuto rimodulare l’area cancellando un palco». Parla un profilo facebook.

La fu scaletta di Home Venice

Passano 24 ore, un giorno intero di shitstorm, e a parlare, finalmente, è l’organizzatore in persona Amedeo Lombardi. Per tutti i delusi di Aphex Twin e co, almeno per loro, c’è finalmente la buona notizia. «Una cosa importante che ci tengo a dire» scrive sempre via facebook «è che, comprando un biglietto per un festival o una rassegna, si compra la totalità della giornata non di un singolo spettacolo/concerto. Detto questo a coloro che hanno perso l’opportunità di vedere il proprio artista preferito, abbiamo attivato il rimborso del biglietto». Fare diversamente sarebbe stato davvero tragico e controproducente: c’era la gente già pronta con il “mitra” delle azioni legali collettive. Non puoi vendere una cosa per un’altra, sono le basi. E non puoi nemmeno giustificare un cambio sostanziale di line-up dietro all’eliminazione di un palco su cinque, perché un festival si costruisce attorno agli headliner e al main stage, che non può sparire da un momento all’altro. Stava diventando un “fyre” de noaltri. Per fortuna c’è stato un cambio di rotta e ci saranno i rimborsi. Ora, senza infierire, buona fortuna a tutti: ai fan che devono rivedere i loro piani e ottenere il giusto risarcimento, agli organizzatori di superare questa fase difficile traendone qualche serio insegnamento per il futuro, e buon lavoro anche a noi che dobbiamo presentare un altro festival.