Redimersi

Guida pratica all'auto-redenzione nel weekend della grande festa che non c'è, ma che c'è (se vi pare).

Scritto da Fulvio J. Solinas il 16 luglio 2020

«Se siete vecchi ci andate per i fuochi, se siete veneziani cercherete di occupare il miglior posto con una barca, se siete ricchi avrete la barca più grande, se siete giudecchini avrete il posto prenotato per la cena collettiva in fondamenta, se siete giovani probabilmente alzerete il gomito. Se siete semplicemente turisti dovete sapere questo: il Redentore è la festa di Venezia per la fine della peste che si celebra dal 1577 con l’allestimento di un ponte votivo di barche, verso la giudecca e verso la chiesa del Redentore. A mezzanotte i fuochi più belli che abbiate mai visto (ma noi staremo ballando)». L’anno scorso il Redentore, nel nostro secondo numero cartaceo, veniva liquidato così, in poche righe invitando tutti a sbattersene e ad andare al set di Go Dugong alla Serra dei Giardini. Bei tempi, quelli. Ci pare un secolo fa. D’altronde con una pandemia che impazza ancora in mezzo mondo e focolai che divampano a macchia di leopardo in giro per la nostra regione, celebrare in pompa magna sarebbe stato un po’ troppo, anche per chi ha fatto del “ghea podemo far” il proprio claim motivazionale. E dopo questa lasciateci un attimo lavare i panni in Arno con un citazione dantesca: “Vuolsi così, colà dove si puote“. Virgilio zittisce i mugugni dei diavoletti al passaggio negli inferi del vivente letterato evocando il potere supremo monoteista: allora era il paradiso, oggi non sappiamo più nemmeno quale sia. L’ordinanza del sindaco? Il parere dell’Oms? Quello dei virologi? Il primo comandamento dal quarto singolo dei Beastie Boys del 1986? (You gotta fight) for your right….to party!!!

Lasciamo che sia il nostro calendario a parlare, a guidarci, come fa Virgilio nell’inferno. Le nostre editor’s pick omaggiano la vocazione di area vasta di Zero Venezia: sono i due festivaloni di teatro contemporaneo intrecciato all’arte visiva. Preparatevi a macinare chilometri per Santarcangelo Festival curato dai Motus (dal 16 al 19 luglio) e per Xl – Hyperlocal di Centrale Fies (dal 17 luglio all’8 agosto), che sono rispettivamente in Romagna e in Trentino. Già da giovedì, accorciando le distanze, va segnalata l’apertura di Jamrock Festival mentre a Venezia vi spediamo al mercato dei bari all’About per fare la spesa settimanale e per partecipare alla presentazione della rivista virale, gira e volta, Alcol/:id19 firmata dalla scrittrice Caterina Serra.

Venerdì? Altro giro altra corsa: l’isola della Giudecca si conferma place2B (quanto ci piace dire così) con l’apertura della mostra una e trina 222. Prospettiva Comune al Giudecca Art District. Quasi in contemporanea, dall’altra parte della città, l’associazione Venice Calls (dio li benedica) è protagonista della conversazione itinerante promossa da Ocean Space intitolata: “Walking (The) Trajectories: Venezia come modello per il futuro? Per gli spiriti più mestrini ci sarà da ballare, o battere il piede, con i groove di Grao all’Alai e dei Venice Loft Soundsystem al Grand Central: due dj set lungo via Piave sono una bella notizia, non solo spaccio e prostituzione.

Sabato per chi è in fuga dalla festa mesta del Redentore: ci stanno Alfio Antico a Padova (Arcella Bella!!), Vasco Brondi a Passariano, Marco Parente & Paolo Benvegnù in fase pedemontana e l’ormai televisivo Pojana sul Venda. Domenica potrete trascorrerla tra birrette artigianali e jazz con Roberto Gatto super star di Sile Jazz, oppure ancora più scialli all’Awai con la doppia rassegna di cinema e musica in solo.
Per gli irriducibili della tradizione, rimandando all’ordinanza completa, ecco a voi lo spiegone ufficiale del comune di Venezia: «Nonostante la cancellazione dello spettacolo pirotecnico, sarà comunque grande animazione diffusa. Il Redentore entrerà nel vivo ufficialmente venerdì 17 luglio alle ore 20.30 con l’apertura del ponte votivo che collega fondamenta delle Zattere con la Giudecca (entrambe impreziosite dalle luminarie): la struttura rimarrà aperta al pubblico fino alla mezzanotte di domenica 19 luglio. Sabato, dalle ore 19, il Canal Grande e il Bacino di San Marco si trasformeranno in un grande palcoscenico solcato in più momenti da quattro “freschi notturni” che partiranno dalla stazione ferroviaria, toccando Punta della Dogana fino a raggiungere la zona della Giudecca». Gran sballo, sembra un inferno ma sempre e comunque ci sarà la redenzione.