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Transmissions Festival evoca il fantasma di Re Teodorico tra droni, dub sperimentazione

Scritto da La Redazione il 25 settembre 2026

Transmissions Festival torna a Ravenna dal 19 al 21 novembre con una XVIII edizione intitolata Teodorico, costruita attorno alla figura del sovrano ostrogoto a 1500 anni dalla sua morte. Il festival di Bronson Produzioni prosegue così nel ciclo tematico inaugurato nel 2025 con Deserto Rosso, dedicato al film di Michelangelo Antonioni girato a Ravenna nel 1964, e si svolgerà tra il Teatro Rasi e altri luoghi della città, con una lineup che attraversa elettronica, drone, dub, field recording e sperimentazione.

Teodorico è la figura giusta attraverso cui ragionare sulle stratificazioni culturali di Ravenna: il sovrano cresciuto a Costantinopoli, a contatto con la civiltà greco-romana, e poi protagonista di un regno costruito sulla coesistenza – non priva di contraddizioni – tra tradizioni ostrogote e romane, cristianesimo e arianesimo rappresenta bene l’idea di ibridazione che Transmissions porta sul terreno della musica contemporanea.

Tra i protagonisti di questa edizione ci sono Radwan Ghazi Moumneh, fondatore di Jerusalem In My Heart, e Frédéric D. Oberland, polistrumentista degli Oiseaux-Tempête, insieme in Eternal Life No End, incontro tra tradizioni mediorientali e drone europeo; Iggor Cavalera, cofondatore dei Sepultura, con un live solista costruito interamente dal vivo, tra ricerca sonora, ritualità e improvvisazione. Kevin Richard Martin, aka The Bug, presenta invece Sub Zero, una discesa nelle zone più lente e ipnotiche di dub, ambient e drug-tech.

Il programma mette insieme anche alcune delle figure più interessanti della scena sperimentale italiana. Marta Salogni, produttrice e curatrice della XIV edizione di Transmissions, torna a Ravenna con PHREN, progetto realizzato con Stefano Pilia e l’illustratrice Sarah Mazzetti nell’ambito di Opale, percorso triennale di musica, disegno e narrazione curato da Maple Death e Canicola. Sempre da Opale nasce Un Sequestro Lungo 10.000 Anni, lavoro di Blak Saagan e del graphic novelist iraniano Majid Bita,  108 minuti di musica e narrazione che danno forma a una città distopica attraversata da paranoia, controllo e repressione.

Arrivano poi i paesaggi dark ambient e drone di Alina Kalancea, mentre Sara Persico presenta Sphaîra, lavoro di droni, voce e tracce di musica sacra registrato nella cupola dell’Experimental Theatre della Fiera Internazionale di Tripoli, progettato da Oscar Niemeyer e rimasto incompiuto dopo l’inizio della guerra civile libanese. Adriano Zanni, presenza ricorrente del festival, porta Post Dub Cities, nuovo lavoro in cui field recording, echi e riverberi dub diventano una riflessione sonora sulle trasformazioni urbane. Chiude la prima parte della lineup Bruno Dorella, storico curatore di Transmissions, con il suo Concerto per chitarra solitaria, costruito intorno alle possibilità espressive della sei corde.

La lineup non è ancora completa: nelle prossime settimane verranno annunciati nuovi artisti e il programma di Transmissions Off, che affiancherà i concerti con proiezioni, mostre, incontri e djset legati al tema dell’edizione.