Un regolamento condominiale fa chiudere l’ex Hobby One. Ora a rischio Teatro delle Moline, Stanze, Cantina Bentivoglio e altri

Un bel problema anche per gli altri esercizi storici all'interno di Palazzo Bentivoglio.

Scritto da Salvatore Papa il 20 dicembre 2019

Il TAR dell’Emilia-Romagna ha revocato la licenza al Jam Club (ex Hobby One), disponendo giovedì 19 dicembre la chiusura dello storico locale di via Mascarella. Il provvedimento è arrivato alla fine di una battaglia legale iniziata molti anni prima (durante l’ex gestione del club) da parte di un condomino di Palazzo Bentivoglio. La motivazione è stata rintracciata dal TAR all’interno di un articolo del regolamento condominiale dello stesso palazzo risalente al 1952 che definisce l’utilizzo per i locali dell’edificio esclusivamente per “civile abitazione, studi professionali privati, uffici o magazzini”, rilevando così, scrive il TAR, “come non sia autorizzabile amministrativamente – ossia dal Comune di Bologna, che è quindi parte in causa ndr – un’attività privata in locali ove questa sia apertamente vietata dal relativo regolamento condominiale”.

Ne consegue, afferma Andrea Vitali, socio di Heco Srls, la società che gestisce il Jam Club, che «qualora qualcuno volesse rivalersi della sentenza sono a rischio chiusura anche gli altri esercizi storici all’interno di Palazzo Bentivoglio che non rientrano nelle suddette categorie, ovvero la Cantina Bentivoglio, Le Stanze, il Teatro delle Moline, la Sala Studio di Palazzo Bentivoglio, Body piercing e il nuovo spazio espositivo e museale di Palazzo Bentivoglio. 
Abbiamo combattuto – continua Vitali – una lunga ed estenuante battaglia, sia economica che psicologica, per delle problematiche che abbiamo ereditato e dalle quali siamo stati sempre totalmente estranei. Oggi, dopo poco tempo dalla riapertura del Jam Club, è arrivato un provvedimento amministrativo indipendente da ogni nostra responsabilità, dove “un Giudice a Berlino”, ahimè dalla parte dell’imperatore, ha ritenuto di applicare un regolamento condominiale del 1952 il quale impedirebbe l’esistenza di una discoteca presente da circa 40 anni nello stesso condominio. Impugneremo comunque la sentenza al Consiglio di Stato».