Angela Baraldi

Dagli inizi musicali con Lucio Dalla, passando attraverso il cinema e il teatro fino all'ultimo album ''Tornano Sempre''.

Luogo di residenza

Bologna

Attività

Musicista

Scritto da Salvatore Papa il 20 marzo 2017
Aggiornato il 27 settembre 2017

All’interno della geografia musicale bolognese e italiana Angela Baraldi occupa un posto che fa invidia a molti. Fin dagli anni 80 ha suonato e collaborato con alcuni dei più importanti autori italiani tra i quali Lucio Dalla, Gianni Morandi, Samuele Bersani, Luca Carboni, gli Stadio, Ron e Francesco De Gregori. Ha anche recitato in diversi film di successo tra cui Quo vadis, baby? di Gabriele Salvatores ed è voce della band Post-CSI con Zamboni, Canali, Maroccolo e Magnelli. Dopo l’intensa collaborazione con Massimo Zamboni, è arrivato un nuovo album Tornano Sempre, il suo ottavo lavoro, prodotto da Giorgio Canali, che presenterà ad ArtRockMuseum mercoledì 22 marzo. Dieci canzoni che raccontando di eroi dimenticati, di angoli trascurati, di figure fantastiche e reali e di storie finite male.

Con Massimo Zamboni
Con Massimo Zamboni

Com’è iniziato il tuo rapporto con la musica?
È nato ascoltando i vinili che c’erano in casa, poi ho cominciato ad essere “attiva” quando mi regalarono un piccolo organo Bontempi, così tutto quello che sentivo lo riproducevo a orecchio.

Cos’è cambiato da quando hai iniziato? E com’è cambiata Bologna?
Quando ho cominciato c’era l’industria discografica ancora in salute e i meccanismi che davano popolarità ai cantanti erano legati alla televisione, ma con molte differenze rispetto ad ora che avere una canzone come sottofondo di una pubblicità è un goal, una cosa da augurarsi.
Bologna è cambiata molto insieme al mondo intero, non si può più fare niente, o poco.

Tra tutti quelli con cui hai collaborato, c’è qualcuno a cui sei particolarmente legata?
Il mio ricordo va a Lucio perché lui ha creduto in me quando ero una sbarbina disorientata e persa in una Bologna post bomba alla stazione.

Con Lucio Dalla
Con Lucio Dalla

Com’è stato lavorare con lui? E c’è un episodio che ricordi particolarmente?
È stato bello intenso e a tratti conflittuale, anche come generazioni a confronto.
Ci sono tanti aneddoti, come quando ha scritto Caruso…Ricordo un pranzo insieme a lui, Renzo Cremonini (allora suo produttore nonché persona coltissima e amabilissima) e Mario Monicelli. Ho cantato nella colonna sonora de “I Picari”. Ero molto giovane e Monicelli mi metteva soggezione. Pensai che Lucio credeva veramente in me se ero in quel tavolo. Si parlava di 900 di Bernardo Bertolucci.

Perché ti avvicinasti alla recitazione?
Per istintiva attrazione verso il palco, come luogo magico e terapeutico.

“Quo vadis, baby?” fu uno di quei film che mi fece venire voglia di trasferirmi a Bologna. Piacque anche a te?
Mi piacque molto girarlo e lavorare con Salvatores. È stato bello e anche divertente, in qualche modo facile anche. Mi piacque molto.

Torniamo sul presente: il nuovo album cosa rappresenta per te?
Questo disco rappresenta la mia persona adesso, quello che ho assorbito umanamente e artisticamente in questi anni. Ho lavorato in modo diverso rispetto al passato.

Hai altri progetti in corso?
Ho progetti teatrali, e concerti.

Cosa ti piace fare quando non lavori?
Sotto il giubbotto di pelle nera c’è un cucciolotto a cui piace giocare. Poi mi piace il cinema e mangiare. Ogni tanto tiro i pugni in palestra o vado a nuotare.

Angela coi guantoni in una scena del film "Quo vadis, baby?"
Angela coi guantoni in una scena del film “Quo vadis, baby?”

Vivi ancora in città? E quali sono i posti che ti piace frequentare?
Vivo in città e amo il centro, la collina, la Trattoria Monte Donato, il mitico Locomotiv, Modo infoshop e le case degli amici.

Un pezzo che stai ascoltando molto ultimamente?
Ultimamente mi sveglio e metto Betty Davis
…buongiorno!

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