Genziana Cocco

Il racconto della carriera della fondatrice del SundanceTattoo Studio di Bologna

Luogo di residenza

Bologna

Attività

Tatuatore

Scritto da Salvatore Papa il 4 aprile 2018
Aggiornato il 11 aprile 2018

È stata una delle prime donne tatuatrici in Italia e oggi una delle più note in Europa. Genziana Cocco, classe 1971, bolognese giramondo, ha cominciato la sua carriera di tattoo artist sul finire degli anni Ottanta in Brasile, poi unendosi ai Motoidi e infine nel suo rinomatissimo studio SundanceTatto dove esegue tatuaggi esclusivamente personalizzati, solo su appuntamento, solo 8 mesi all’anno. Insieme a Marco Leoni, organizza anche la Bologna Tattoo Expo, quest’anno dal 6 all’8 aprile all’Unipol Arena.
Ecco cosa ci ha raccontato.

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ZERO – Come ti sei avvicinata ai tatuaggi?
Genziana Cocco
– Fin da piccola son stata affascinata dal tatuaggio con i suoi simboli e disegni. Mi son tatuata da sola con ago grezzo a 13 anni, poi a 15 ho comuniciato a frequentare vari tatuatori, tra cui Marco Leoni con cui sono andata a vivere in Brasile qualche anno dopo e con cui ho iniziato a tatuare.

Il tuo primo tatuaggio?
A parte quello a mano a 13, a 15 anni son entrata nel primo studio di tattoo. Ero a Benidorm in Spagna, ho chiesto per una Genziana (il fiore del mio nome) ma non sapevano come era la forma, così me la sono disegnata io e poi il ragazzo me l’ha tatuata.

Come fu l’esperienza in Brasile e cosa ti porti ancora dentro?
Il Brasile mi ha insegnato tanto, un Paese molto umano, libero, con pochi freni, ma allo stesso tempo con valori molto forti, dove non era importante come eri vestito o altro ma per come eri dentro e cosa trasmettevi energeticamente. È stata un’esperienza fondamentale nella mia crescita personale.

Hai anche fatto parte dei Mutoidi. Com’è stato quel periodo e c’è qualche aneddoto che ti va di raccontarci?
Dopo quasi 5 anni di Brasile, son tornata in una Bologna, cambiata meno borghese, dove erano nate realtà underground molto potenti. Così, tatuando all’Isola del Kantiere, posto occupato, ho conosciuto i Mutoid. Sentendomi molto simile come stile di vita mi son avvicinata a loro e da lì ci sono rimasta, viaggiando, tatuando e facendo performance per molti anni. Molti splendidi ricordi. Uno che mi ha segnato è sta la gestione dell’area spettacoli per un mese a Berlino. Dovevo stare solo quel mese, invece mi sono fermata e ho vissuto lì per quasi quattro anni.

Genziana a 24 anni con i Mutoidi
Genziana a 24 anni con i Mutoidi

Il tuo studio SundanceTattoo ormai lo conoscono in tutta Europa. Hai girato mezzo mondo e potevi aprirlo ovunque, ma perché hai scelto Bologna
Ho girato tanto prima d fermarmi, tatuando come guest in diversi studi di tattoo in Europa, America e Giappone. Ma ad un certo punto ho sentito la voglia di star un po’ fissa, e avevo tanti amici e clienti che aspettavano un mio ritorno a Bologna. Il tutto è avvenuto così naturalmente e ormai sono 14 anni che Sundancetattoo Studio esiste.

Com’è arrivata poi l’idea della Tattoo Expo?
L’idea è nata con MarcoLeoni (che era stato promoters delle TattooExpo dal 93’al 99’sempre a Bologna). Vista la nostra storia ed esperienza, le tante richieste di riapertura che ci arrivano da clienti e colleghi, si è deciso di far rinascere la Tatto Expo.

C’è un principio al quale hai sempre tenuto fede e al quale non rinunceresti mai?
Il mio principio è libertà, di espressione e tanto altro, senza controlli e regole, mantenendo sempre un forte rispetto.

La squadra del SundanceTattoo
La squadra del SundanceTattoo

Perché secondo te ci sono più tatuatori uomini che donne?
I motivi sono vari. In Occidente il tatuaggio è nato come forma simbolica tra marinai, prigioni, viaggiatori, mondo decisamente più maschile. Ma poi con gli anni è cambiato tutto e ora sono tantissime le tatuatrici donne.

Qual è la richiesta più assurda che ti hanno fatto?
Le richieste più assurde sono di livello estetico superficiale, tipo farsi le gote rosate o comunemente chiedendo qualcosa che li renda più belli.

Cosa ne pensi di chi si tatua “per moda”?
Fermerei tutti quelli che si tatuano per moda, non sopporto la superficialità specialmente in un rito antichissimo come il tatuaggio che deve rimanere simbolico, puro e spirituale.

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Quali sono invece i luoghi che frequenti in città?
Non esco tanto, dopo il lavoro spesso scappo a casa, ma quando lo faccio è per andare a concerti o a cene (osterie, trattoria PonteLungo e svariati locali) o bere qualcosa nei bar di via del Pratello.

Progetti per il futuro?
Vivo molto qui e adesso, ma se ci penso vedo il futuro in viaggio di nuovo, sempre alla scoperta.