Ad could not be loaded.

A piedi nudi nel prato: sei film sotto le stelle alla Montagnola

quartiere Zona Universitaria

Scritto da La Redazione il 25 agosto 2026

Dal 24 agosto al 14 settembre il Parco della Montagnola torna a trasformarsi in una sala cinematografica a cielo aperto con la decima edizione di A piedi nudi nel prato, la rassegna organizzata da FreeMontagnola Aps. Sei appuntamenti gratuiti che attraversano generi ed epoche diverse, dal thriller giudiziario di Clint Eastwood al grande classico di Billy Wilder, passando per la boxe di Rocky, l’horror splatter di Robert Rodriguez, l’animazione DreamWorks e il cinema civile di Cristian Mungiu.

L’idea, ormai arrivata alla decima edizione, è quella di utilizzare il prato all’estremità del parco come una vera e propria arena estiva, mantenendo però un’atmosfera informale: ci saranno sedie e grandi teli a disposizione, ma chi vuole potrà anche portare da casa il proprio e guardare i film direttamente sull’erba.

Dopo l’apertura di lunedì 24 agosto con Giurato numero 2 di Clint Eastwood, il secondo appuntamento è venerdì 29 agosto alle 21:30, all’interno della Notte Bianca in Montagnola, con Rocky di John G. Avildsen. È il film del 1976 che ha trasformato Sylvester Stallone e il suo pugile di Philadelphia in due icone del cinema americano: Rocky Balboa è un pugile di periferia che vive di incontri di basso livello e lavori occasionali, fino a quando un’occasione inattesa gli permette di affrontare il campione del mondo Apollo Creed. Più che la storia di una vittoria, è quella di una possibilità e della necessità di arrivare sul ring preparati a dare tutto, anche quando il risultato sembra già scritto.

La stessa Notte Bianca in Montagnola prosegue nella notte tra il 29 e il 30 agosto, con una proiezione decisamente più estrema: alle 01:00 arriva Dal tramonto all’alba di Robert Rodriguez. Il film del 1996 parte come un road movie criminale: i fratelli Gecko, interpretati da George Clooney e Quentin Tarantino, sono in fuga verso il Messico e prendono in ostaggio una famiglia per riuscire a superare il confine. Una volta arrivati al locale Titty Twister, però, la storia cambia completamente registro e il gruppo si trova a combattere contro un’orda di vampiri. Un cult che mescola crime, commedia nera, azione e horror, con una delle svolte di tono più celebri degli anni Novanta.

Si torna a un cinema molto diverso lunedì 1 settembre alle 21:00, con L’appartamento di Billy Wilder, commedia agrodolce del 1960 con Jack Lemmon e Shirley MacLaine. Il protagonista è C.C. Baxter, impiegato di una grande azienda che mette il proprio appartamento a disposizione dei dirigenti per i loro incontri clandestini, nella speranza di ottenere una promozione. Il meccanismo, apparentemente conveniente per tutti, finisce però per complicarsi quando Baxter si innamora di una delle persone coinvolte. Wilder usa la commedia per raccontare solitudine, ambizione e rapporti di potere nel mondo del lavoro, costruendo uno dei suoi film più celebri e premiati.

Domenica 7 settembre alle 21:00 sarà invece la volta de Il Robot Selvaggio, film d’animazione del 2024 diretto da Chris Sanders e tratto dal libro di Peter Brown. Dopo un naufragio, il robot Roz si ritrova su un’isola abitata soltanto da animali e deve imparare a muoversi in un ambiente per il quale non è stato programmato. Quando si trova a prendersi cura di un’ochetta rimasta senza madre, il suo rapporto con il mondo naturale cambia e con esso anche l’idea che ha di sé. Un’avventura per un pubblico ampio che mette al centro il rapporto tra tecnologia, natura e forme diverse di vita.

A chiudere la rassegna, domenica 14 settembre alle 21:00, sarà Un padre, una figlia di Cristian Mungiu, premiato a Cannes nel 2016 per la regia. Il protagonista è Romeo, medico di una cittadina della Romania che ha investito tutte le proprie aspettative nella figlia Eliza, prossima a sostenere gli esami che potrebbero permetterle di studiare a Londra. Quando la ragazza viene aggredita proprio alla vigilia dell’esame, il padre comincia a cercare una soluzione per garantirle il futuro, arrivando però a mettere in discussione i principi che aveva cercato di trasmetterle. Mungiu costruisce così un dramma familiare che diventa anche un ritratto di un Paese ancora alle prese con le conseguenze della propria storia recente. Il film ha ottenuto il Prix de la mise en scène al Festival di Cannes.