Mercoledì 13 maggio il perimetro della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” della Dozza sarà attraversato dalla tromba di Paolo Fresu e dalla voce di Alessandro Bergonzoni per Viaggio nello spazio (in presenza di gravità), un intervento artistico pensato per accorciare la distanza tra carcere e città.
L’appuntamento inizierà alle 19.15 e non sarà un concerto tradizionale, ma un’azione site specific fatta di improvvisazione musicale e parole, rivolta prima di tutto alle persone detenute.
Fresu e Bergonzoni percorreranno il peribolo esterno della struttura portando musica e voce lungo il carcere, in un attraversamento simbolico che proverà a oltrepassare muri e grate.
«Qui non si tratta di abbattere il muro del suono ma di abbattere il muro fra la città e il carcere con il suono nel segno dell’aggregazione», ha spiegato Bergonzoni. «Parliamo di un viaggio nello spazio in presenza di gravità».
L’idea è anche quella di ribaltare la dinamica classica dello spettacolo. «Non saranno i detenuti ad assistere al concerto», ha spiegato la direttrice della Dozza Rosa Alba Casella. «È la musica che li raggiunge nella loro quotidianità».
Le parole di Bergonzoni – tradotte anche in inglese e arabo – e la musica di Fresu saranno ascoltabili all’interno della Dozza e, in leggera differita, anche in Piazza Maggiore. L’evento sarà trasmesso pure da Rai Radio 3.
L’iniziativa nasce da un percorso che Bergonzoni porta avanti da anni sul rapporto tra carcere e spazio pubblico. Tra i progetti precedenti ci sono La vita dietro le sbarre, installazione che nell’ottobre 2025 aveva portato una cella di 12 metri quadrati nel centro di Bologna, e Uscire per motivi spettacolari, iniziativa che prevedeva biglietti gratuiti per i detenuti nei teatri cittadini.
Il progetto coinvolge la Camera Penale di Bologna e la direzione della Casa Circondariale “Rocco D’Amato”, all’interno di un lavoro più ampio sul rapporto tra cultura, inclusione e ascolto.