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Come stanno le librerie indipendenti | Club Dumas

Scritto da Greta Biondi il 6 ottobre 2026

Foto di Salvatore Papa

Bologna ha un po’ di febbre, ma come se la passano le sue librerie indipendenti? Ecco la nostra nuova rubrica a cura di Greta Biondi.


Il club Dumas è un romanzo di genere (thriller esoterico?) di Arturo Pérez-Reverte. In parte è anche il film, La nona porta (The Ninth Gate, 1999) diretto da Roman Polański e interpretato da Johnny Depp. E poi è la nuova libreria dell’usato di via San Rocco a Bologna che inaugura domenica 11 ottobre dalle h 15.30.

Sono stata a trovare Riccardo e Giulio, i due librai del Club Dumas, e a curiosare con pochissimo ritegno. Ecco cosa ci siamo detti, a partire dal nome.

«Volevamo qualcosa che sapesse un po’ di zolfo [ridacchiano], e ci piaceva l’idea del cacciatore di libri come nel film di Polański. E poi siamo, oltre che due bibliofili, due entusiasti di cinema. Ci arriveremo. Il nome comunque è venuto da sé, a un certo punto non meglio precisato. All’incirca quando l’idea di aprire una libreria insieme ha smesso di essere in qualche modo solo uno scherzo tra di noi ed è diventata concretamente questo posto qui».

Mi guardo intorno e vedo scaffali da farmacista restaurati, un lampadario di cristallo da sogno, tappeti su pavimenti bolognesi lucidati, una vetrina con tanti Meridiani, pochissima polvere…

Greta: Si nota che il posto è nuovo di zecca infatti, e per una libreria dell’usato è una rarità…

R&G: Sì. Abbiamo fatto un sacco di lavori e arredato come piaceva a noi. Ci fa piacere se piace anche agli altri. Oltretutto questo è il nostro secondo weekend di apertura. Siamo qui da una settimana. O meglio, siamo aperti al pubblico da una settimana. Qui dentro noi ci stiamo da un bel po’, a sistemare e pensare. Ad un certo punto, dato che avevamo attaccato alla serranda il cartello “prossima apertura” e poi ogni volta rimandavamo, siamo quasi diventati una gag di quartiere. Però l’inaugurazione sarà domenica 11 ottobre.

Ottimo, grazie per l’invito. Immagino che aprire un posto del genere significhi avere, oltre che una grande passione per il collezionismo e i libri, anche un po’ di esperienza. Siete stati a bottega da qualcuno?

Sì e no. Essere bibliofili nel nostro caso è qualcosa che nasce da lontano, da un’esposizione libraria fin da piccoli. E questo comporta, ovviamente, aver incontrato nel tempo tante persone che hanno restituito, ognuna a modo loro, una expertise e un modus operandi particolare del fare questo mestiere. Per Club Dumas sono state importantissime realtà come quella di Marco Dall’Occa e di Emiliano Vernocchi, con il fu Mercatino del libro. Da ognuno di loro ho [Riccardo] imparato qualcosa. Ad esempio come si compone il banco, come si fa una ricerca bibliografica, cose così. I racconti e le spiegazioni di tutti sono stati importanti, e mi piace ricordarli.

Mi sembra giusto. Ennesima curiosità: esattamente, come l’avete trovato questo posto, che tra parentesi se non si fosse ancora capito, per me è una gemma?

Eh. L’idea c’è da tanto. Noi due ci conosciamo da circa una decina d’anni. E anche questo fondo è stato sfitto per tanto tempo. L’abbiamo intercettato tramite ACER, abbiamo fatto una proposta e tutto quello che comporta… Non ti vogliamo tediare, ma è stato a tratti tragicomico a tratti solo tragico… Tra autorizzazioni, lavori, insomma quelle cose lì delle ristrutturazioni. Fatto sta che poi abbiamo acquisito un fondo librario, che è un po’ il primo passo simbolico di ogni libreria dell’usato, forse ancor più di uno spazio fisico… Ed eccoci qui.

E di cosa vorreste trattare nello specifico? Vedo tanta narrativa d’autore, anche diversa saggistica, qualcosa di poesia, teatro, cinema… Qual è l’idea del vostro club?

Potremmo darti tante risposte, anche abbastanza diverse tra di loro. In generale, possiamo dire che l’idea è quella di avere un po’ di tutto, da libri sofisticati e per collezionisti puri ad altri più da lettura e di tiratura medio-alta. Vorremmo essere abbastanza orizzontali, ecco. Anche per questo motivo i nostri fondi librari sono piuttosto eterogenei. Non abbiamo in mente un cliente ideale, ci piace anche il lettore più disimpegnato, perché il punto è un altro. Diciamo comunque no all’entropia assoluta, che è qualcosa in cui il mercato del libro usato può facilmente gettare. Ovviamente c’è sempre una nostra scelta alla base, che va un po’ in base al mercato un po’ in base alle nostre affinità elettive, però cerchiamo di tenere le maglie piuttosto larghe e di avere di tutto, per occhi e tasche diverse.

Capisco. E come distribuite i libri sugli scaffali? Anche qui, nessun criterio netto? Poi sarei curiosa di sapere se li conoscete tutti, anche solo di vista, i titoli che avete…

Per quanto riguarda la disposizione, è una scelta accidentale-ma-non-troppo. Nel senso che quando allestivamo ci siamo resi conto che gli scaffali fanno delle magie, e riescono a contenere più di quanto ci aspettavamo. Pensavamo di poter esporre molto meno titoli in modo ordinato. Comunque, diverse cose sono ancora inscatolate di sotto in magazzino. Diciamo che sono in attesa sia di un giro di scaffale qui sopra sia di inventario – anche in vista del sito per le vendite online, sicuramente qualcosa che ci proponiamo di fare. Estemporaneamente ci affidiamo alla nostra memoria, ma va da sé che non aspiriamo all’onniscienza, e col tempo e l’aumentare dei titoli non potremmo conoscerli e ricordarci di tutti. Per ora, ce la caviamo abbastanza.

Nel mentre una signora sta facendo un giro in libreria, dopo aver portato a far valutare diversi volumi. Dice divertita a Giulio e Riccardo che hanno aperto nel posto giusto, ovvero davanti al suo garage pieno di libri. Prima di uscire sveglia il suo cane anziano, che si era addormentato sotto alla palma in vaso vicino alla cassa. Entra qualcuno a chiedere una raccolta di volumi su Metastasio, si vende un bel Citati esposto in vetrina.

Domanda d’obbligo: come pensate che vi abbia accolto il quartiere?

Sicuramente con stupore. Sia perché hanno finalmente visto queste stanze aperte dopo tanto tempo, sia perché oggi una libreria dell’usato crea sempre uno sguardo sorpreso. Secondo noi, infatti, ci si è un po’ dimenticati di questi luoghi. Alla fine, a Bologna non ne apriva una da un bel po’. Ce ne sono tante storiche, ma nessuno ne apriva una da un bel po’. Ci sono arrivati anche tanti consigli, dritte, incoraggiamenti. Specialmente, in diversi ci suggerivano di non aprire una libreria tout-court, ma un luogo diciamo così ‘spurio’, che vendesse magari anche vino o caffè. Senza troppi giri di parole: noi volevamo mettere i libri al centro, e così abbiamo fatto. Una sorta di revisionismo al contrario.

Molto chiari. E ditemi, che piani avete per i primi mesi di vita della libreria?

Idee sicuramente da ridimensionare! [ridono] Ancora siamo agli albori, quindi partiamo piano. Però sicuramente ci piacerebbe, oltre a ospitare delle presentazioni e fondare un gruppo di lettura su temi mirati e a noi cari, provare a fare davvero aggregazione qua dentro. Ad esempio, sarebbe molto bello riprendere il discorso di Giulia Mazzone e Giuseppe Spina con circuito Nomadica, che per entrambi è stata una realtà importante. Qui dentro vorremmo proporre riflessioni e interventi su un certo tipo di cinema… Non che a Bologna manchino, intendiamoci: ci piacerebbe però riportare in città parte dei discorsi di questo collettivo, che adesso si muove quasi del tutto a Catania… Ma per il momento stiamo nel presente.

E così sia. Benvenuto Club Dumas! Mumbo Jumbo!