A una settimana dalla morte di Abderrahim Fakir, il Pilastro è tornato a riempirsi. Domenica 26 luglio circa duemila persone hanno preso parte alla marcia popolare promossa da Plat, dal comitato MuBasta e da altre realtà cittadine, attraversando le strade del quartiere con uno striscione che chiedeva “Verità e giustizia per Abderrahim Fakir” e lo slogan “Siamo tutti Fakir“. Il corteo, partito dall’incrocio tra via Svevo e via Panzini, si è svolto senza tensioni e durante il percorso si sono alternati interventi dal megafono, un minuto di silenzio e un momento conclusivo di preghiera guidato da un imam. Tra gli interventi anche quello dell’artista Wissal Houbabi, che ha elencato tutti gli omicidi a sfondo razziale compiuti negli ultimi anni in Italia, e in collegamento dal Marocco, della moglie di Fakir, che ha ringraziato i partecipanti chiedendo che venga fatta piena luce sulla vicenda. Nel corso della manifestazione è stata inoltre lanciata la proposta simbolica di intitolare via Italo Svevo ad Abderrahim Fakir o di apporre una targa in sua memoria. Parallelamente, la famiglia ha annunciato una raccolta fondi per sostenere le spese legali e medico-legali necessarie a seguire il percorso giudiziario. La manifestazione si è svolta mentre prosegue l’inchiesta della Procura di Bologna, chiamata a chiarire le cause della morte del 42enne e ad accertare le responsabilità.
A documentare la manifestazione, dotato di registratore audio, c’era anche l’artista sonoro, musicista e sound designer Massimo Carozzi, che oggi ci restituisce l’audio di alcuni interventi.
Queste sono invece le foto della giornata di Daniele Stefanizzi.

















