Sculture in legno, alluminio riciclato, polvere di marmo e lana annodata danno forma a una nuova “nomenclatura vegetale” nei giardini del gioiellino architettonico di Luigi Rovati, la fondazione dedicata all’arte etrusca che ci piace (tanto) soprattutto per i suoi allestimenti in stile Carlo Scarpa. Dai giardini la mostra di Matteo Cibic si sposta al Padiglione d’arte dove un’opera video del 2017 immagina un futuro in cui le piante sono in grado di distribuire profumi e prodotti già processati. A cura di Chiara Guidi, con il sostegno di Cial.
Geschrieben von Alessia Baranello