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Mi 15.10 2025 – So 15.02 2026

Giorgio Di Noto - "Hidden Collections"

Wo

Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo alle Terme
Largo di Villa Peretti 1, 00185 Roma

Wann

Mittwoch 15 Oktober 2025 – Sonntag 15 Februar 2026

Wie viel

€ 15-2

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Sito web

Tra le tante conseguenze della ipertrofia visiva contemporanea, c’è anche una maggiore consapevolezza di quanto sia importante la scelta, il taglio e il montaggio di ciò che viene pubblicato. Anche l’archivio di un museo può diventare terreno fertile per un’indagine di questo tipo. Anzi, una vera e propria foresta vergine, specialmente se si tratta di istituzioni che non lavorano con il contemporaneo ma con il classico.

La mostra di Giorgio di Noto al Museo Nazionale Romano, realizzata nell’ambito del progetto Strategia Fotografia 2024 e con la curatela di Alessandro Dandini de Sylva, si inserisce in questo solco, esplorando le dimensioni più „tecniche“ della catalogazione fotografica, di cui restituisce una dimensione sorprendentemente estetica e poetica. Proprio come in un’operazione archeologica, Di Noto recupera e riporta alla luce materiali d’archivio – stampe, negativi e lastre che rivelano un intreccio di contenuti visivi e segni del tempo, di cancellazioni, usure e manipolazioni – reinterprendatoli e inserendoli in una nuova narrazione, che racconta il non visto e il dimenticato di un museo.

In due grandi sale si ritrovano quindi alcune vecchie immagini fissate su lastre d’argento – il corpus principale va dal Dopoguerra agli anni Settanta – che mostrano reperti e teli di posa rivelando, a mo‘ di fantasma, anche le mani e i corpi di chi li sorregge; o ancora, maschere fotografiche realizzate con vernici o ritagli di cartoncino per isolare i ritrovamenti e posizionarli in un vuoto monocromatico e metafisico. L’allestimento fatto di scaffalature minimali in metallo, imballaggi, scatole e manufatti effettivamente conservati nell’archivio del Museo, ricostruiscono l’ambiente in cui Giorgio Di Noto ha lavorato per mesi, restituendone ancora con maggiore fedeltà il lavoro di „scavo“.

Geschrieben von Nicola Gerundino