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Do 26.03 2026 – So 26.07 2026

Rirkrit Tiravanija: “The House That Jack Built”

Wo

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2, 20126 Milano

Wann

Donnerstag 26 März 2026 – Sonntag 26 Juli 2026

Wie viel

free

Entrare nelle navate di Pirelli HangarBicocca e trovare cucine, tavoli, giochi e spazi in cui fermarsi, non è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da una mostra. Ma Tiravanija è diverso e può trasformare anche Pirelli HangarBicocca in un ambiente da attraversare e abitare, dove l’opera prende forma attraverso ciò che accade tra le persone.

Nato a Buenos Aires nel 1961 e attivo tra New York, Berlino e Chiang Mai, Tiravanija è noto per aver messo in discussione, fin dagli anni Novanta, l’idea tradizionale di opera d’arte. Nei suoi lavori l’attenzione si sposta spesso dall’oggetto alla situazione che si crea tra chi condivide lo spazio. Non è un caso che uno dei suoi interventi più noti risalga al 1992, quando alla 303 Gallery di New York trasformò la galleria in una cucina preparando pad thai per i visitatori. Un gesto semplice, quasi quotidiano, che cambiava radicalmente il ruolo del pubblico e il modo di intendere l’esperienza dell’arte.

E questo nuovo progetto sembra nascere proprio da lì. Non opere da osservare, ma una serie di situazioni potenziali, spazi predisposti a essere attivati dalla presenza dei visitatori.

Al Pirelli HangarBicocca questa idea prende forma attraverso diverse strutture ispirate a edifici iconici del Modernismo, progettati da architetti come Le Corbusier, Jean Prouvé, Rudolf Michael Schindler e Philip Johnson. Più che semplici citazioni architettoniche, queste costruzioni sono ambienti attraversabili e utilizzabili: luoghi in cui sostare, incontrarsi o semplicemente fermarsi per qualche momento.

Quello che incuriosisce è proprio questo passaggio tra architettura e relazione: le strutture diventano dispositivi aperti, infrastrutture temporanee che non impongono un uso preciso ma lasciano emergere diverse possibilità. L’opera non coincide soltanto con ciò che l’artista costruisce, ma con ciò che potrebbe accadere una volta che questi spazi inizieranno a essere abitati.

Il titolo della mostra, The House That Jack Built, riprende una filastrocca inglese costruita per accumulo, in cui ogni elemento esiste solo in relazione a quello precedente. Anche qui la “casa” evocata dal titolo sembra suggerire uno spazio che prende forma attraverso relazioni e presenze, più che attraverso una struttura stabile e definitiva.

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Geschrieben von Sofia Giacomelli