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Sa 28.03 2026

NEON w/ Gabber Eleganza

Wo

Cieloterra
Via di Portonaccio 23, Roma

Wann

Samstag 28 März 2026
H 23:00

Wie viel

€ 15/12/10

Kontakte

Sito web

Per inquadrare l’intento del progetto Gabber Eleganza si può partire da una riflessione sul nome scelto da Alberto Guerrini per l’archivio fotografico aperto nel 2011 su Tumblr, che poi ha mantenuto come suo nome d’arte da dj: un epiteto simbolico ed enigmatico allo stesso tempo, che descrive sia l’attaccamento sia l’evoluzione e forse rivoluzione dell’ambiente gabber, rendendo il progetto un ibrido con diverse sfaccettature. “L’approccio era quello di dare qualcosa di inaspettato per creare proprio un’altra visione della faccenda, distruggere uno stereotipo,” Alberto racconta, “ infatti Gabber Eleganza sono due nomi agli antipodi, per quello che la gente può pensare, ma in realtà sono due mondi che si abbracciano. L’idea che c’era dietro al blog era costruire un mondo mio, questo poi si è evoluto nel progetto artistico musicale, ma tutto parte dall’archivio web”. 

Il blog nasce nel 2011, in un periodo in cui Alberto aveva smesso di frequentare assiduamente i luoghi della scena hardcore, portando testimonianza di quel mondo, con l’occhio nostalgico di una persona che lo ha vissuto. In quegli anni aveva perso interesse per le serate ma non per la musica e per il fenomeno culturale e sottoculturale relativo ad essa, cominciando ad ampliare il suo raggio di conoscenza musicale e avvicinandosi ad altri generi come speedcore, breakcore, drum’n’bass, jungle, reggae e hip hop. “L’hardcore è stato un punto di partenza per scoprire altre cose, fare altre esperienze, e questo mi ha portato a capire che esistevano modi diversi di intendere e di suonare l’hardcore che non erano per forza relegati all’essere un gabber: in Germania si ballava in un modo, in Inghilterra in un altro, nei free party l’hardcore si approcciava in un altro modo ancora”

Ci troviamo così a parlare del movimento gabber internazionale e poi italiano, che era molto collegato alle curve degli stadi, le quali spesso e volentieri abbracciavano un estremismo di destra. Il fenomeno però nasce come apolitico, i rave erano quei luoghi in cui neri e bianchi si trovavano a ballare insieme. Si trattava di un fenomeno giovanile molto naif e genuino, per poi prendere una connotazione politica per via del collegamento con gli ultras. I media hanno posto l’attenzione su quella fetta di gabber che facevano parte anche del mondo degli hooligans. L’estetica skinhead ha pervaso il panorama hardcore di tutta Europa, ma in Italia aveva una presa più modaiola, non legata strettamente alle ideologie, ed è anche la credenza che l’ambiente gabber fosse fascista che ha spinto Alberto ad aprire il blog, per testimoniare che esistevano altre sfaccettature del movimento. Attualmente l’hardcore e la gabber prendono le distanze dalla politica perché non si tratta più di un fenomeno di nicchia ma di una vera e propria industria musicale. La politica non fa fruttare l’industria, di conseguenza l’immagine del movimento olandese e di tutti gli altri movimenti europei è stata ripulita. 

Ci spostiamo sul presente, sull’atmosfera attuale, l’act di sabato e cosa significa suonare oggi. L’ispirazione parte chiaramente sempre dal contesto storico e sociale in cui viviamo: “non si può prescindere da una consapevolezza di quello che accade nel mondo che ci circonda, e ascoltare in questo caso quell’incazzatura che si respira nelle città come Milano. La musica è contestuale al mondo in cui si propaga.” L’intento di Alberto è quello di unire e dialogare con due tipi di pubblico diversi: uno che non c’entra e non conosce l’ambiente gabber e magari ha anche un’idea distorta della scena hardcore proprio per gli stereotipi che la accompagnano da quando è nata, e quello conservatore dell’hardcore per fargli capire che “c’è una forza nell’hardcore che è molto più vasta rispetto a un sistema”. Questo desiderio di creare un ponte tra due mondi accomuna anche la visione dell’etichetta nata dalla mente del dj Never Sleep, che “raccontando un’attitudine più che un suono” racchiude progetti ed artisti che connettono l’hardcore ad altri generi all’interno di progetti in cui si manifesta in forme e sembianze differenti, dalla più concettuale alla più violenta.

 

Geschrieben von Anna Maffei