Il terzo numero di Nea Magazine, come sempre, parte dall’esplorazione dei rapporti tra fotografia e letteratura. Il metodo è sfidante: immaginate di ricevere un progetto fotografico di decine o centinaia di foto, filtrate o meno, di cui conoscete soltanto il nome dell’autore, e col quale v’è vietato categoricamente ogni tipo di contatto. Da lì cominciate a scrivere. Che ne esce? Un delirio, una favola, un ricordo, un passato – che si sa: la fotografia ha certo feeling con ciò che svanisce -, in una parola: letteratura.
In questo numero è il tema dei “nonluoghi”, concetto notoriamente sfornato dal sempreverde Augé nella più ampia riflessione sulla “surmodernità”, a connotare l’indirizzo del volume. Il D’Ercole e il Bitetto, rispettivamente fondatore della rivista ed editor della stessa, chiarificano l’idea che cavalca tra i racconti e i progetti fotografici selezionati così: «La quantità di verità che contiene [il racconto letterario e la documentazione fotografica] è direttamente proporzionale all’assenza che descrive, all’alito dei fantasmi con cui si fanno i conti, alla fugacità del segno e alla difficoltà di recepire una traccia che non svanisca con la prima folata di vento».
Detto ciò. L’accoppiamento d’autori e autrici è il seguente: Luciano Funetta + Elizabeth Bloom; Piergiorgio Caserini + Alessio Pellicoro; Giovanni Bitetto + Uta Genilke; Mauro Tetti + Dora Lionstone; Nabil Bey Salameh + Taysir Batniji.
Al talk da Frab’s, Riccardo Stefano D’Ercole, Giovanni Bitetto (Nea Magazine) e Piergiorgio Caserini (autore) dialogano con Anna Frabotta.
Geschrieben von Giacomo Prudenzio
