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Sa 23.05 2026 – So 24.05 2026

ORACLE

Wo

Piccolo Teatro Strehler
Largo Greppi 1, Milano

Wann

Samstag 23 Mai 2026 – Sonntag 24 Mai 2026

Wie viel

€ 40/15

Kontakte

Sito web

© Marko Rass

Łukasz Twarkowski è sicuramente uno dei registi più radicali e innovativi della scena contemporanea europea. Dopo Rohtko, torna al festival Presente Indicativo con Oracle, in scena il 23 e 24 maggio 2026.

Alcuni dati e date

Nato a Wrocław, in Polonia, nel 1983, Twarkowski debutta a teatro nel 2011 con Farinelli, ma è già in Lila Negr che si intravedono le radici della sua poetica: una performance musicale dedicata alla figura dell’attore russo Alexander Vertinsky. Da quel momento musica, biografie e figure sospese tra mito e storia diventano elementi centrali del suo lavoro.
Un punto di svolta arriva nel 2017, quando inizia la collaborazione con il Lithuanian National Drama Theatre di Vilnius. Nascono così spettacoli come Lokis (2017), dove personaggi reali e finzionali, umano e meccanico, convivono nello stesso universo scenico; Respublika (2020), ritratto di una comunità utopica; Rohtko (2022), riflessione sul falso e sul vero nell’arte; The Employees (2023), che torna a interrogare il concetto di cyborg; fino a Oracle (2025), dedicato alle figure di Alan Turing e Blake Lemoine e al rapporto tra intelligenza artificiale e coscienza.
L’arrivo in Italia avviene solo nel 2024, proprio grazie a Presente Indicativo, che introduce al pubblico italiano una delle esperienze sceniche più ipnotiche e travolgenti del teatro europeo contemporaneo.

Contro la trama

In Rohtko basta già quell’“h” fuori posto nel nome del pittore per comprendere il modo in cui Twarkowski lavora sulla percezione, sul falso e sullo slittamento continuo della realtà. È però limitante parlare soltanto della trama dei suoi spettacoli: il cuore del suo teatro sta soprattutto nel dispositivo scenico.

Cubi rotanti con enormi schermi, telecamere che moltiplicano i punti di vista, musica elettronica ossessiva e rituale, immagini video che convivono con la presenza degli attori: tutto questo contribuisce a creare un ambiente immersivo che ipnotizza lo spettatore. Le telecamere diventano un occhio ulteriore, che mostra il privato e diventa pubblico, capace di mostrare ciò non si può vedere direttamente. Gli schermi aprono mondi paralleli e stratificano il reale, ma allo stesso tempo richiamano gli oggetti più quotidiani della nostra contemporaneità: i display che osserviamo continuamente nelle nostre case e nei nostri telefoni.

Anche la musica occupa un ruolo centrale: ritmica, martellante, da rave, alterna sonorità elettroniche a pulsazioni che ricordano un rito arcaico. È un teatro che lavora sull’esperienza sensoriale, costruendo ambienti percettivi in cui umano, macchina e immagine digitale finiscono per confondersi.

Stesso mood, altra arte

Il teatro di Twarkowski genera continuamente rimandi e connessioni: non solo con le arti visive – come nel caso di Rohtko – ma anche con la tecnologia, la filosofia e la scienza. Quindi, dato che è evidente come cadere in altro da questi spettacoli, mi sembra opportuno segnalare l’uscita, prevista per maggio 2026, di un volume monografico dedicato al regista, pubblicato e curato da Stratagemmi Prospettive Teatrali. Studiare scientificamente e accademicamente il contemporaneo non è mai cosa facile, ma Stratagemmi prova, prima del tempo, nel corso del presente a indagare i nomi che più si distinguono nella scena teatrale e a farne così già una parte di storia.

Geschrieben von Francesca Rigato