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Sa 04.07 2026 – Sa 07.11 2026

Nidhal Chamekh, Christian Jankowski: Controstorie

Wo

Galleria Astuni
Via I. Barozzi 3, 40128 Bologna

Wann

Samstag 04 Juli 2026 – Samstag 07 November 2026

Wie viel

free

La bipersonale di Nidhal Chamekh e Christian Jankowski, a cura di Marco Scotini, con inaugurazione sabato 4 luglio 2026, dalle ore 19 alle 21.

Nel momento in cui si assiste alla proliferazione dei passati e dei presenti del mondo, la memoria collettiva ha assunto un ruolo predominante rispetto alla storia di matrice modernista a cui eravamo abituati. La rivendicazione dei propri archivi o del proprio diritto alla memoria è, oggi, in primo piano a differenti latitudini del pianeta. Proporre un dialogo tra due autori, dal profilo fortemente diverso, a partire dalla comune idea di decostruzione del monumento e delle narrative storiche ci è sembrato un aspetto necessario se non inevitabile. Se il tedesco Jankowski è ben noto internazionalmente per il suo beffardo lavoro Heavy Weight History sulla sollevazione dei monumenti di Varsavia, il tunisino Chamekh si è fatto conoscere per i suoi calchi di gesso frammentati delle sculture imperiali romane al tempo della distruzione di Cartagine. Il complesso lavoro di entrambi gli artisti sulla memoria e la sua rappresentazione è al centro della mostra Controstorie.

Controstorie si configura come uno spazio di attrito tra memoria e racconto storico ufficiale, dove il monumento perde la sua funzione celebrativa per diventare materia critica, aperta alla riscrittura e al dissenso. Attraverso pratiche differenti ma convergenti, Jankowski e Chamekh interrogano ciò che viene conservato, esposto o dimenticato, mettendo in luce il carattere selettivo di ogni costruzione memoriale. La mostra non propone una contro-narrazione unitaria, quanto piuttosto una costellazione di punti di vista (ora decolonialista, ora post-socialista, ora antiautoritaria) che restituisce complessità ai processi di trasmissione del passato. In questo senso, Controstorie invita il pubblico a considerare la memoria non come un archivio stabile di fatti, ma come un terreno mobile di negoziazione simbolica, politica e culturale: a partire dal basso, dal dentro, dal margine.

Geschrieben von LR