Si scrive „LSD“, si legge „La stella dentro“. È titolo che Caterina Barbieri ha dato alla 69esima edizione del Festival Internazionale di Musica Contemporanea di Venezia, ovvero al suo primo anno di direzione della Biennale Musica, quella del 2025. In attesa del secondo anno con lei alla guida, l’esplorazione della musica cosmica – intesa come concetto ampio, come visione, come esercizio collettivo di percezione – è una traccia utile per comprendere altre fantasticherie realizzate, immaginate, suonate in questi ultimi dodici mesi splendenti dalla musicista e compositrice bolognese.
«Con questa definizione poetica – scriveva Caterina Barbieri a proposito del titolo – non si fa riferimento a uno specifico stile o una tradizione musicale, quanto piuttosto al potere generativo della musica di creare nuovi mondi, oltre rigide definizioni di genere o affiliazione storica… Nell’estasi dell’ascolto, anche le nozioni di tempo e spazio si dissolvono: la musica ci insegna molto sulla relatività e i limiti della percezione umana». Tralasciando le considerazioni di età e di genere, Caterina Barbieri introduce un salto quantico dentro un’istituzione accademica come la Biennale: un metodo psichedelico che parte dalla musica, dal minimalismo, dalla ripetizione nel tempo che si traduce in rifrazione sensoriale, e arriva a far dialogare mondi distanti secondo un concetto di fluidità del suono intrinsecamente contemporaneo (e politico).
In quella linea immaginaria che da Pauline Oliveros arriva ai My Bloody Valentine passando per Steve Reich e Manuel Göttsching, si inserisce uno dei passaggi cruciali di questo percorso musicale, teorico e a suo modo catartico. “Non puoi contare l’infinito” è il titolo della composizione per orchestra, elettronica e voci, commissionata dalla Philharmonie di Parigi e realizzata in collaborazione con ONCEIM – Orchestra per la Creazione, la Sperimentazione e l’Improvvisazione Musicale, che Caterina Barbieri eseguirà in prima italiana (la prima assoluta era stata al festival Rewire) per l’apertura della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival.
La composizione si articola in due atti: “Bruma”, per orchestra, tre voci ed elettronica, e il conclusivo “Non puoi contare l’infinito”, per archi, ottoni e voce (quella della Barbieri). Guidata da Frédéric Blondy, ONCEIM – orchestra di oltre trenta musicisti provenienti da ambiti musicali differenti – apre la serata con la partitura aperta e l’improvvisazione collettiva di “Constellation” di Christian Marclay, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. Una sintesi di rigore e meraviglia, minimalismo e massimalismo, gioco e rivoluzione (solare?). Praticamente un fenomeno astronomico.
VINCI CON ZERO
Zero e Romaeuropa mettono a disposizione quattro ingressi per la performance! Per partecipare al contest basta mettere like alla pagina di Zero Roma e inviare un messaggio specificando l’evento di riferimento e il proprio nominativo. I vincitori saranno scelti tra tutti coloro che avranno partecipato entro le 12:00 di lunedì 7 settembre e saranno gli unici a ricevere un messaggio di risposta.
Geschrieben von Chiara Colli