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Sa 17.10 2026

Metàbasi

Wo

⟶ Galleria De' Foscherari
Via Castiglione 2/b, 40124 Bologna

Wann

Samstag 17 Oktober 2026
H 18:00

Wie viel

free

La prima personale di Namsal Siedlecki (Greenfield, USA, 1986) negli spazi della galleria De Foscherari.

Il progetto espositivo, curato da Enrico Camprini, si compone in prevalenza di nuove produzioni e presenta una sintesi della ricerca recente di Siedlecki intorno al medium della scultura e ai rapporti che essa intreccia con spazio, tempo e materia. Insieme ai riferimenti storico-culturali di cui l’artista si nutre, queste variabili rinegoziano continuamente lo statuto e il significato dell’opera, anche laddove essa si concentra in un singolo oggetto, configurandola in una dimensione processuale e aperta.

Il titolo – dal greco metábasis, „passaggio“, „transizione“ – evoca il movimento che attraversa l’intera mostra: materia che cambia stato, che si trasforma, che attraversa dispositivi tecnici per emergere in una nuova condizione. Nella tradizione filosofica e retorica, il termine designa il passaggio da un argomento a un altro; allo stesso modo, l’esposizione sviluppa differenti prospettive interne a un consolidato campo d’indagine, qui scandite da due processi primari: fissazione e sparizione.

Da un lato, argille edibili di diversa origine naturale vengono fatte passare attraverso i fori presenti nelle griglie di separazione tipiche dei confessionali di alcune chiese, dispositivi pensati per proteggere l’anonimato di chi confessa: l’attraversamento non restituisce il disegno della matrice, ma una massa informe che il fuoco fissa in permanenza, sottraendo alla materia, con la cottura, la sua originaria commestibilità. Dall’altro, su un plinto che costituisce base stabile e corpo permanente dell’opera, una scultura in ghiaccio secco compie il passaggio opposto, da solido ad aeriforme, sublimando e disperdendosi nello spazio in breve tempo. A farle da contrappunto, un braccio intagliato in legno – oggetto trovato, rimasto incompiuto per un errore o un difetto della materia – riprende oggi il proprio processo scultoreo attraverso una galvanizzazione che ne ricopre la forma, custodendola — intatta e non più visibile — sotto una nuova pelle di rame.

Tra questi due poli, la mostra dispone ulteriori episodi che ne variano il registro: un gesto orale e diretto sulla materia cruda, a inciderne la superficie; una serie di batterie per veicoli, oggetti specifici della nostra epoca — riserve di energia per loro natura esauribili — fuse in bronzo e trasformate in forzieri chiusi, che custodiscono una forma che non potremo mai vedere. È in questi volumi cavi che la mostra, sottotraccia, introduce un terzo stato: se altrove la materia si fissa in un corpo solido o si disperde nell’aria, qui si raccoglie in un liquido — sostanza che più di ogni altra muta a seconda del contesto che la accoglie — capace di dare corpo invisibile al vuoto della scultura. Segreto, corpo e materia si definiscono reciprocamente in uno spazio che si sottrae al regime dell’evidenza per manifestarsi, piuttosto, come testimonianza di un passaggio.

Geschrieben von LR