Dagli anni Settanta le esposizioni curate da Germano Celant e Ida Gianelli hanno avuto come testimone costante la fotografa genovese Nanda Lanfranco. A lei il MAXXI dedica una mostra a cura di Lara Conte che omaggia la sua figura e, insieme, la scena artistica che ha documentato. Lanfranco approda alla fotografia relativamente tardi e da autodidatta, con l’acquisto del primo apparecchio fotografico. Grazie ai consigli dei laboratori cui si affida, inizia anche a stampare i suoi primi scatti sulle costruzioni rurali nel genovese, con una predilezione per il formato quadrato destinato a diventare la sua cifra stilistica.
Nel 1973 frequenta a Genova un corso di progettazione d’interni in cui Celant tiene lezioni di arte contemporanea. Quell’incontro porta definitivamente le sue due passioni, l‘;arte e la fotografia, su un terreno comune e trasforma una ricerca coltivata in privato in una vera professione. A partire da „L’alto in basso, il basso in alto, l’interno all’esterno“ di Michelangelo Pistoletto – inaugurata nel 1977 – e dalle altre attività promosse dalla Samangallery voluta da Gianelli, il suo lavoro si lega quasi esclusivamente alle iniziative dei due curatori. Dal 1983 al 2007 costruisce un vasto corpus dedicato all’espressione artistica internazionale, collaborando in modo continuativo con Il Giornale dell’Arte e con altre riviste del settore come Domus, Artforum e Artpress.
Parallelamente alla fotografia d’arte, Lanfranco ha coltivato anche una ricerca intima e a tratti magica, come il lavoro sugli „Arcani“ o il ciclo „Tempo rubato“, accomunati da un bianco e nero molto buio in cui figure e forme sono appena accennate. Ordinare il mondo raccoglie entrambi questi percorsi e restituisce attraverso l’archivio di Lanfranco – custodito in comodato d’uso proprio dal MAXXI – il lavoro di una fotografa che ha attraversato e raccontato per immagini decenni di arte contemporanea.
Geschrieben von Silvia Basile