Al Garghet

ZERO hier: Va in campagna

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Al Garghet Via Selvanesco, 36
Milano

Zeitplan

  • lunedi chiuso
  • martedi 19:30–22:30
  • mercoledi 19:30–22:30
  • giovedi 19:30–22:30
  • venerdi 19:30–22:30
  • sabato 19:30–22:30
  • domenica 12–14 , 19:30–22:30

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Preise

Geschrieben von Simone Muzza il 20 Juli 2015
Aggiornato il 18 Oktober 2018

Lungo via Selvanesco l’impressione è quella di percorrere in pochi chilometri almeno un centinaio di anni di storia milanese. La campagna mi ricorda da dove veniamo, le discariche abusive mezze bruciate chi siamo, i grattacieli che s’intravedono all’orizzonte se non c’è troppo smog dove stiamo andando. Per fortuna, almeno per oggi, stiamo andando Al Garghet, e sono felice. Il luogo è bellissimo: Al Garghet (in dialetto milanese „il gracidare delle rane“) è un edificio che risale al XIII secolo e che nel corso degli anni è stato monastero, gendarmeria, casa di campagna, fornace e persino balera; vanta un giardino bellissimo e tante sale diverse, tutte arredate con cura in stile rustico-chic-romantico. Il menu è tipicamente lombardo e scritto in milanese con traduzione: risotti e cotoletta (di lonza e a orecchia di elefante) sono i piatti più celebri, ma Al Garghet se la cava bene anche con primi fatti in casa, zuppe, animelle, piatti vegetariani e dolci. In definitiva Al Garghet è un bel ristorante dove passare una serata in famiglia o tra amici, senza ansie e in tutta tranquillità (la stessa tranquillità che hanno spesso anche i camerieri e/o la cucina): un fuoriporta a soli 6 km dal Duomo.