Porto Marghera: binari liberi che attraversano la strada, ramificazioni lagunari che si insinuano tra le fabbriche, capannoni, industrie, magazzini, case di operai, macchine, autoarticolati, container, treni, serbatoi, impianti chimici. Qui il 30 dicembre del 1995 un gruppo di attivisti ha trasformato un anonimo e disabitato ex magazzino di spezie in un centro sociale. I ragazzi entrano, occupano, rivendicano e iniziano a organizzare concerti, sale prova, un bar, un rifugio per senza tetto, una radio e molto altro. Oggi, dopo oltre 20 anni, il Centro (non più occupato, ma ancora) Sociale Rivolta resiste, con i suoi colori, le sue rivendicazioni politiche, i suoi slogan, la sua programmazione ad ampio raggio e, in qualche caso, con gli stessi che in quella fredda giornata d’inverno varcarono i cancelli della Paolini e Villani (questo il nome storico dello stabile). Gli spazi del Rivolta sono grandi: un hangar per radunare le folle, una saletta per i concerti più intimi, una palestra, un’osteria, un piazzale esterno e ancora molto altro.
Centro Sociale Rivolta
Centro Sociale Rivolta
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Centro Sociale Rivolta
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