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Røst

ZERO hier: Brutale ma con stile.

Kategorien Restaurants
quartiere Porta-Venezia

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Røst Via Melzo, 3
Milano

Zeitplan

  • lunedi chiuso
  • martedi – , 19–11:30 PM
  • mercoledi – , 19–11:30 PM
  • giovedi – , 19–11:30 PM
  • venerdi 12:30–03:30 PM , 07:00 PM–11:30 PM
  • sabato 12:30–03:30 PM , 07:00 PM–11:30 PM
  • domenica 12:30–03:30 PM , 07:00 PM–11:30 PM

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Preise

Organizzare la cena nel fine settimana è sempre un’impresa. Non per mancanza di voglia, ma perché il bollettino della sera prima somiglia sempre a un campo di battaglia: defezioni, messaggi non letti, dispersi. Eppure questa volta ce la facciamo, miracolo. La scelta del ristorante, ovviamente, ricade su di me. Voglio provare Røst, stessa famiglia di Egalité e Kanpai, in via Melzo.

Via Melzo ultimamente sembra una via Montenapoleone del cibo, tranne per qualche baluardo di veracità tipo il Picchio o i locali eritrei. Ma noi siamo ottimisti. Røst è una specie di trattoria moderna, bistrot contemporaneo: velluto, ottone, toni caldi, e un famoso studio di architetti dietro, Vudafieri-Saverino Partners, che non sbagliano un colpo.

Un bistrot vero, internazionale. Preciso negli intenti, dritto negli obiettivi. Una mescolanza ragionata di contaminazioni culturali e gastronomiche

Quando arriva il mio ragazzo, già borbotta che non vede il vino a tavola. Gli racconto che qui sono seri con i naturali. Il sommelier ci stappa un macerato siciliano e ci guida nel mondo dei vini naturali: 400 etichette tra italiani e francesi, biologici, biodinamici, naturali. Bravissimo, simpatico, paziente. Il menu è scarno, essenziale, quasi spietato: tagli poveri di carne, verdure e legumi stagionali, ricette del passato che incontrano un approccio zero spreco, moderno ma rispettoso delle tradizioni.

Quello che volevo: un bistrot vero, internazionale. Preciso negli intenti, dritto negli obiettivi. Una mescolanza ragionata di contaminazioni culturali e gastronomiche, che leggo sulla mappa davanti a me, seduto al bancone. “L’Europa unita di Røst”, recita. E si vede in ogni piatto. Si vede e si sente. Il nome Røst, per chi non lo sapesse, è un omaggio a Pietro Querini e all’isola norvegese dove scoprì lo stoccafisso. Tradizione e innovazione in un colpo solo. Vedete? Ve lo dicevo io.

Arrivati al dolce, il sommelier mi coccola con altre delizie di Bacco. E mentre brindiamo, penso già a Bar Sandøy, il nuovo porto accanto: un altro angolo di vino e cibo da non perdere, perché la famiglia Røst non smette mai di allargare l’arcipelago del gusto. E quindi, non lo volete fare un salto accanto? Giusto per allungare la serata. Eddai.

Contenuto pubblicato su ZeroMilano - 2019-12-16