Fofò Mattozzi

ZERO hier: Cerca il vero spirito partenopeo mangiando una pizza fontanella

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Fofò Mattozzi Piazza XXIV Maggio, 6
Milano

Zeitplan

  • lunedi 12–15 , 19–02
  • martedi 12–15 , 19–02
  • mercoledi 12–15 , 19–02
  • giovedi 12–15 , 19–02
  • venerdi 12–15 , 19–02
  • sabato 12–15 , 19–02
  • domenica 12–15 , 19–02

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Nahrung

Preise

Geschrieben von Martina Di Iorio il 26 Oktober 2015
Aggiornato il 12 November 2015

Parlare di pizza napoletana è territorio così ostico e di facile fraintendimento che recensire o semplicemente parlare dell’argomento diviene cosa alquanto complicata e divide le masse quasi fosse un derby meneghino. Troppe le varianti che concorrono a creare la pizza partenopea perfetta, tanto che a volte al recensore si richiedono doti di analisi chimico-matematica: consistenza, dimensione, chi dice che l’acqua sia il segreto della riuscita, chi addirittura l’aria (ovviamente solo quella di Napoli). Da Fofò Mattozzi ho dunque vestito i difficoltosi panni dell’assaggiatore alchimista alla scoperta della pizza perfetta. Qui la veracità e l’orgoglio napoletano sono dati per scontato fin dalle premesse, in quanto questa pizzeria è figlia dell’omonimo ristorante a Napoli in via de Mille, ma entrando e accomodandosi sembra che manchi qualcosa. Non di certo ci si aspetta cornetti e gigantografie di Maradona, ma da napoletani doc un po‘ più di anima è d’obbligo. Se non sapessi in che locale sono, quasi penserei a un new bio minimal organic whatever… Scherzi a parte, pareti bianche, luci minimal industrial e plexiglass convincono poco se si vuole parlare di veracità. Passiamo al dunque: ordino, insieme al mio commensale due pizze, una classica margherita e una fontanella, con bufala e pomodorini gialli. Mi aspetto il miracolo napoletano ma purtroppo non avviene, o comunque non come me lo aspettavo. L’impasto è lievitato minimo 24 ore, il cornicione alto come da tradizione e abbastanza soffice, ma al centro la pizza è troppo poco tenace e consistente, si sfalda leggermente. La bufala si solidifica in fretta e i pomodorini gialli non rilasciano la solita dolcezza che li contraddistingue, ma ottima la passata utilizzata per la margherita. I prezzi sono decisamente milanesi, la margherita 7 euro e per la fontanella 12, ma chi va a cena fuori sa che non c’è di che lamentarsi. Di certo da Mattozzi alla pizza sanno che nome dargli, ma si è ancora lontani dall’estasi mistica. Sarà l’aria, o l’acqua, di Milano?

Articolo di Martina Di Iorio