La Quercia

ZERO hier: mangia sotto le fronde

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La Quercia Piazza della Quercia, 23
Roma

Zeitplan

  • lunedi 18:30–00:30
  • martedi 18:30–00:30
  • mercoledi 18:30–00:30
  • giovedi 18:30–00:30
  • venerdi 18:30–00:30
  • sabato 18:30–00:30
  • domenica 12–15 , 18:30–00:30

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Come il centro storico di Roma sarà vissuto nei prossimi anni dopo l’emergenza Covid è un’incognita per tutti: torneranno i turisti? Si abbasseranno gli affitti e sarà abitato da local come decenni or sono? Tornerà ad essere la cifra comune di tutti noi cittadini? Per ora possiamo esser certi che cambierà e se i primi vagiti di questo cambiamento sono locali come La Quercia possiamo pensare al futuro con un sorriso. Piazza della Quercia è una delle più belle dell’intera città e già potersi sedere a un tavolo in compagnia di Palazzo Spada ha un suo grande perché. A questo si aggiunge una cucina semplice, spigliata e gustosa, che ha le sue basi in una corposa filiera di piccoli produttori (li ritrovate tutti nel retro del menu). In cucina c’è Paolo Sirianni e in regia Marco Gallotta, indimeticato – e indimenticabile – chef di Primo al Pigneto che ritorna sulla scena romana dopo anni. Si va dalla panzanella alle crocchette di baccalà, dai tonnarelli „cacio e pepi“ (Sarawak, Penja, Madagascar) ai cannelloni „ricotta e orto“, poi gran steccata di Morolo, seppie in umido, un baccalà alla griglia leggerissimo e saporito, polpette preparate come saltimbocca, insalata di trippa marinata e tagliata di manzo, da sminuzzare con una delle chicche de La Quercia: dei coltelli fatti all’antica, a tre scrocchi, realizzati appositamente dagli artigiani di Santa Smacola, in omaggio alla confraternita dei macellai romani che proprio in questa piazza ha la sua sede storica. Altre note di merito: uno zabaione al caramello salato come dessert che non ne basterebbe un tir; il pane proveniente dal Forno Manforte di via del Pellegrino dove lavora il guru della panificazione romana Franco Palermo; l’esperienza come sommelier di Andrea Manforte, che tiene le redini non solo del sopracitato forno, ma di tutto il progetto La Quercia. Un gran bel progetto, dove si ritrovano artigiani, agricoltori, allevatori e buongustai.