Finalmente. No, lo dico seriamente. Finalmente un buon locale a Milano. Sembrava impossibile: la città ormai sforna posti con lo stampino, estetismo assoluto, gusti standardizzati. Fino a qualche anno fa l’offerta meneghina si distingueva non per la varietà ma per la sbavatura: imprecisioni tecniche, piccole unicità, qualcosa che sfuggiva al controllo. Oggi, per chi come me ne fa tanti, ma proprio tanti, a settimana, il menù lo conosci prima ancora di inforcare la forchetta – scusate il gioco di parole. Trattoria da Tina è la sbavatura che torna. Una trattoria. Punto.
Tutto questo potrebbe sembrare una pippa celebrativa fine a se stessa. E invece no. È una premessa necessaria per capire quello che abbiamo di fronte. Trattoria da Tina è un posto genuino, semplice, gestito da chi ama cucinare davvero. Gestita da una sorridentissima Arianna Consiglio, la trattoria riesce a rinnovare il ruolo sociale e culturale che le trattorie hanno sempre avuto: essere luoghi in cui è piacevole stare, sostare, chiacchierare – pensate, ho addirittura scambiato due parole con il tavolo vicino! – ed essere luoghi in cui la cucina tradizionale viene custodita e tramandata, cercando però di portarla nel tempo in cui si vive. Nulla di più.
Trattoria da Tina è tutto questo. Un luogo che assolve al proprio compito con umiltà.
Forse è proprio questa semplicità a essere diventata la cosa più difficile da trovare. Perché oggi anche la trattoria deve raccontarsi, avere un’identità precisa, un’estetica riconoscibile, un piatto-firma, possibilmente una parete che finisca bene su Instagram. Da Tina, invece, sembra che nessuno abbia sentito il bisogno di inventarsi qualcosa. Non c’è la ricerca ossessiva della personalità, perché la personalità è già nel modo in cui si cucina, si serve, si sta a tavola. E forse è proprio per questo che il posto funziona.
C’è poi una cosa che mi ha colpito più di tutte: la sensazione di non essere entrato in un locale, ma in un posto. Sembra una differenza minima, ma non lo è affatto. Un locale ti propone un’esperienza; un posto, semplicemente, ti accoglie. Puoi mangiare, fermarti a parlare, guardarti intorno, ordinare un’altra cosa senza avere la sensazione che tu sia di passaggio. È una qualità quasi invisibile e, proprio per questo, oggi è diventata preziosa.
Ecco, allora, Trattoria da Tina è tutto questo. Un luogo che assolve al proprio compito con umiltà. I piatti sono centrati, precisi e ben eseguiti. L’unico twist sta nella ricercatezza estetica che probabilmente – se avesse aperto vent’anni fa – non avrebbe avuto. Ma il cibo, qualsiasi cosa vogliate ordinare, conserva tutto il profumo e la nostalgia che le nostre papille gustative hanno in memoria.
I prezzi? Anche loro sono da menzionare, perché è raro vedere cotanta onestà. Potrei parlarvi meglio dei piatti che troverete, ma quelli è bene che li andiate a scoprire voi stessi. L’unica suggestione che posso darvi è questa: ogni tanto, a Milano, una trattoria riesce ancora a essere semplicemente una trattoria. E non è poco.






