Pascucci al Porticciolo

ZERO hier: mangia tartare di palamita e gamberi rossi al sale.

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Pascucci al Porticciolo Viale Traiano, 85
Fiumicino

Zeitplan

  • lunedi chiuso
  • martedi
  • mercoledi 12:30–15:30 , 19:30–22:30
  • giovedi 12:30–15:30 , 19:30–22:30
  • venerdi 12:30–15:30 , 19:30–22:30
  • sabato 12:30–15:30 , 19:30–22:30
  • domenica 12:30–15:30

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Geschrieben von Arrigo Razzini il 27 Mai 2015
Aggiornato il 17 Mai 2019

Non sei tu che sceglie il mare, ma il mare che sceglie te. Con questa frase si potrebbe riassumere la storia e l’attitudine di Pascucci. Lui, Gainfranco Pascucci, romano classe 1970, chef autodidatta, "windsurfista incallito" e amante del mare, che un giorno si ritrova in mano un annuncio di PortaPortese in cui viene a sapere che l’attività ospitata in alcuni locali di famiglia chiude, così decide di rilevarli e "Ricominciare l’attività che mio nonno aveva iniziato tanti anni prima". Estro personale e destino, ai quali si aggiungono ricerca e passione per prodotti e materie prime. Per il pesce c’è "Pesca Pronta dell’amico Gino Amoruso, grande azienda a conduzione familiare che ci aiuta moltissimo" e "Federico, che galoppa con il suo furgone su tutto il litorale laziale comprando il meglio da piccoli pescatori. Un mito! Una specie in via di estinzione"; per le verdure un orto di proprietà del ristorante vicino Ostia Antica perché "Lavorare un ortaggio appena raccolto e‘ un po‘ come lavorare un pesce appena pescato: fa la differenza e si ragiona in un altro modo negli abbinamenti"; per i vini Leonardo Callipo, il sommelier, con un’attenzione alle aziende laziali e, in generale, a quelle che tutelano il territorio. Dice Gianfranco della suo lavoro: "Cucinare il pesce è esaltante: tempi di cottura, reperibilità delle materie prime. Inoltre, quando decidi di cucinare solo pesce di mare non allevato e il pescato locale sei sempre in tensione nel creare il piatto: c’è bisogno di concentrazione, istinto e sensibilità. In poche parole mi fa sentire vivo e attento". E a chi si siede qui per mangiare fa sentire al settimo cielo, lo garantiamo. Sia che si tratti di piatti dove emerge forte la creatività – ad esempio, crema di broccoli con schiuma di calamari e pop corn; cracker nero alle uova di pesce; ravioli verdi in emulsione (di pesci e crostacei) – sia piatti più classici dal piglio "domenicale" come dei maltagliati con zucchine, vongole e bottarga. E se come piatto per i neofiti Gianfranco consiglia i gamberi rossi al sale con profumi di erbe bruciate e agrumi, noi aggiungiamo la tartare di palamita con uovo morbido e mostarda. Tirate le somme del tutto e vi comparirà una stella Michelin.