Pascucci al Porticciolo

ZERO hier: mangia tartare di palamita e gamberi rossi al sale.

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Pascucci al Porticciolo Viale Traiano, 85
Fiumicino

Zeitplan

  • lunedi chiuso
  • martedi
  • mercoledi 12:30–15:30 , 19:30–22:30
  • giovedi 12:30–15:30 , 19:30–22:30
  • venerdi 12:30–15:30 , 19:30–22:30
  • sabato 12:30–15:30 , 19:30–22:30
  • domenica 12:30–15:30

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Non sei tu che sceglie il mare, ma il mare che sceglie te. Con questa frase si potrebbe riassumere la storia e l’attitudine di Pascucci. Lui, Gainfranco Pascucci, romano classe 1970, chef autodidatta, "windsurfista incallito" e amante del mare, che un giorno si ritrova in mano un annuncio di PortaPortese in cui viene a sapere che l’attività ospitata in alcuni locali di famiglia chiude, così decide di rilevarli e "Ricominciare l’attività che mio nonno aveva iniziato tanti anni prima". Estro personale e destino, ai quali si aggiungono ricerca e passione per prodotti e materie prime. Per il pesce c’è "Pesca Pronta dell’amico Gino Amoruso, grande azienda a conduzione familiare che ci aiuta moltissimo" e "Federico, che galoppa con il suo furgone su tutto il litorale laziale comprando il meglio da piccoli pescatori. Un mito! Una specie in via di estinzione"; per le verdure un orto di proprietà del ristorante vicino Ostia Antica perché "Lavorare un ortaggio appena raccolto e‘ un po‘ come lavorare un pesce appena pescato: fa la differenza e si ragiona in un altro modo negli abbinamenti"; per i vini Leonardo Callipo, il sommelier, con un’attenzione alle aziende laziali e, in generale, a quelle che tutelano il territorio. Dice Gianfranco della suo lavoro: "Cucinare il pesce è esaltante: tempi di cottura, reperibilità delle materie prime. Inoltre, quando decidi di cucinare solo pesce di mare non allevato e il pescato locale sei sempre in tensione nel creare il piatto: c’è bisogno di concentrazione, istinto e sensibilità. In poche parole mi fa sentire vivo e attento". E a chi si siede qui per mangiare fa sentire al settimo cielo, lo garantiamo. Sia che si tratti di piatti dove emerge forte la creatività – ad esempio, crema di broccoli con schiuma di calamari e pop corn; cracker nero alle uova di pesce; ravioli verdi in emulsione (di pesci e crostacei) – sia piatti più classici dal piglio "domenicale" come dei maltagliati con zucchine, vongole e bottarga. E se come piatto per i neofiti Gianfranco consiglia i gamberi rossi al sale con profumi di erbe bruciate e agrumi, noi aggiungiamo la tartare di palamita con uovo morbido e mostarda. Tirate le somme del tutto e vi comparirà una stella Michelin.

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