Club Déco

ZERO hier: Si siede al bancone e si gode i cocktail di Salvatore

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Club Déco Via San Galdino, 5
Milano

Zeitplan

  • lunedi 18:30–03
  • martedi chiuso
  • mercoledi 18:30–03
  • giovedi 18:30–03
  • venerdi 18:30–03
  • sabato 18:30–03
  • domenica 18:30–03

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Preise

Geschrieben von Simone Muzza il 23 Juni 2016
Aggiornato il 30 Juni 2016

Facendo un rapido calcolo da ubriachi, solo di bottigliera – questa parola non rende l’idea, stiamo parlando di almeno 15 metri di bancone se non di più, con almeno 6 work station comode comode – sono esposti almeno 10mila euro di spiriti.
Per non parlare dell’arredamento, molto curato, in stile art déco come suggerisce il nome del locale, o forse in stile Vinicio come suggerisce il mio socio: in effetti non si sbaglia, qui una volta c’era il Cubo Longo.
Siccome al banco non c’è nessuno, decidiamo di sederci al tavolo: pessima scelta perché è proprio il bar(b)man Salvatore Scamardella l’attrazione del locale, ce ne accorgiamo non appena ci arriva una lista piena di signature cocktail belli complicati e qualche classico evergreen. E così cominciamo a sbirciarlo: si muove molte bene in effetti, si vede che è un grande appassionato, e sia il mio Boulevardier che il Kameamea del mio socio – un tiki con rum bianco, bourbon whisky, maracuja, estratto di cocco e ananas, lime spremuto, Elemakule tiki bitter), sono preparati con estrema cura e scendono giù che è un piacere, giustificando prezzi più alti della media (dai 10 euro in su) anche per la qualità delle bottiglie utilizzate e gli ingredienti home made.

 
Insomma siamo lì che ce la godiamo rilassati e felici, ma non ci siamo accorti che su un piccolo palco si stanno agitando dei ragazzini. Le prime a realizzarlo sono le nostre orecchie, distorte da una versione improbabile di ”Domenica Lunatica” di Vasco Rossi. Che c’azzecca col locale? Nulla, e infatti ce ne andiamo al volo. Non prima di aver saldato il conto e scambiato due chiacchiere coi proprietari, talmente entusiasti del progetto musicale che non siamo riusciti ad esprimere le nostre perplessità.