Moleskine café

ZERO hier: Viene risucchiato in un mondo parallelo.

Foto di Michele Morosi

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Moleskine café Corso Garibaldi, 65
Milano

Zeitplan

  • lunedi 7:30–21:30
  • martedi 7:30–21:30
  • mercoledi 7:30–21:30
  • giovedi 7:30–21:30
  • venerdi 7:30–21:30
  • sabato 7:30–21:30
  • domenica 7:30–21:30

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Geschrieben von Lucia Tozzi il 29 Juli 2016
Aggiornato il 1 September 2016

Chi non ha mai fantasticato di aprire un libro ed essere risucchiato nelle sue pagine, entrando in un mondo parallelo? In corso Garibaldi 65, non a caso in pieno Brera Design District e attaccato a Rossignoli, quello delle biciclette, si può vivere un’esperienza non troppo lontana da quella fantasia: si entra in un taccuino Moleskine a tre dimensioni, il nuovo Moleskine Café. Dominano bianco e nero, per definire lo spazio tra la leggendaria copertina e i fogli – tranne i sedili delle sedie, dei colori delle fascette. Ci sono le agende stesse in vendita, ovviamente, insieme agli altri gadget Moleskine, ma compaiono anche tutti i segni dell’attività più strettamente culturale promossa dall’azienda: sui tavoli copie di The Towner, la rivista sulle città del mondo prodotta da Moleskine diretta da Tim Small, su pannelli i lavori di Cino Zucchi, Kengo Kuma, Ferragamo, protagonisti di altrettanti taccuini monografici pubblicati da Moleskine, e in una vetrina si affacciano 10 taccuini d’artista prodotti nell’ambito di AtWork, un progetto itinerante a cura di Katia Anguelova che coinvolge artisti e creativi di tutto il mondo, ordito da Lettera 27, la fondazione no profit nata dagli ideatori di Moleskine.

T-Tmilano

Insomma, il messaggio è chiaro, limpido, non lascia adito a nessuna ambiguità: come il taccuino Moleskine non è un taccuino qualsiasi, ma era quello di Chatwin, non si pensi di varcare la soglia di uno dei cento bar di corso Garibaldi: questo è un caffé letterario, anzi un café littéraire. Per letterati e creativi in perenne transito, che conoscono le metropoli e i paesaggi dei cinque continenti, che vogliono uno spazio per guardare il mondo. E che in questo caffé possono usufruire di uno spazio mezzanino per un po‘ di pace o della grande vetrina o dell’esterno per osservare il movimento. Bisogna sempre tenere a mente che Moleskine è una media company.

MoleskineCafÇ-Tranquillini

Quando prendo posto a un tavolino, la prima sera, mi dicono – gentilissimamente – che il posto è riservato a una festa inaugurale d’azienda. Mi alzo per andarmene e incontro Maria Sebregondi, nota come Mamma Moleskine, la raffinatissima traduttrice di Queneau che ebbe l’idea al principio, vent’anni fa, di rimettere in produzione il taccuino ormai estinto, e che oggi presiede appunto la fondazione Lettera 27. A quel punto lei mi presenta Arrigo Berni, il CEO di una Moleskine che ormai è una multinazionale quotata in borsa, e io perdo la parola. Poi riesco a chiedergli quali sono i piani per il futuro: dopo il bar all’aeroporto di Ginevra e questo exploit milanese, dove apriranno? «Sai, Moleskine ha 80 store monomarca, oltre 28000 punti vendita in altri negozi, e nel mondo ci sono almeno 150 metropoli papabili, quindi ora è difficile prevedere con esattezza».
Ecco, questo è il brivido che ti coglie quando posi lo sguardo sullo slargo di Corso Garibaldi: quei tavolini sotto gli ombrelloni, quella vetrina bianco-nera sono un puro potenziale, sono il primo embrione di una cosa che potrebbe invadere il mondo nei prossimi anni, che ha un tasso di viralità infinito, e che è nata qua a Milano. Fa impressione.

Credits Michele Morosi - Moleskine _ MoleskineCafe (14)

Va bene, ma come si mangia, cosa si beve, quanto costa? Purtroppo non sono (ancora) preparata. Io ho bevuto delle ottime bollicine, ma erano offerte da Moleskine. Non vale. Sono anche tornata, ma c’era un’altra festa privata. Hanno giurato che smettono, però.

Posso dire che è aperto dalla colazione all’aperitivo, e per il resto per ora posso solo riportare il testo del comunicato stampa:

«Il mattino inizia all’insegna dello slow breakfast con vassoi di pane appena sfornato, frutta fresca, yogurt, noci e superfood, da abbinare a succhi di frutta, verdure e aromi, in combinazioni disintossicanti, antiossidanti ed energetiche. A pranzo, un assortimento di sandwich gourmet, zuppe e insalate insaporite di germogli. I piatti caldi sono serviti in cartocci che trattengono all’interno i profumi per rilasciarli intatti all’apertura. L’acqua è disponibile in un’ampia varietà di aromi fruttati. Di domenica, da mezzogiorno brunch con specialità italiane, americane e vegetariane»

Torneremo a fine agosto per testare sul serio. Restate con noi.

Lucia Tozzi