AVANTGARDENING: il presente è una pagina bianca

Una nuova piattaforma multidisciplinare, che dal 17 al 19 aprile prenderà forma con un festival in streaming a favore delle Brigate Volontarie per l'emergenza a Milano

Geschrieben von Chiara Colli il 13 April 2020
Aggiornato il 20 April 2020

C’è chi alla “Fase 2” c’è già arrivato da un po‘. Mentalmente ma pure operativamente, e nel sacro rispetto della legalità. Dopo quasi sei settimane di isolamento e solitudine reale o percepita, débâcle politiche e sanitarie, limitazione delle libertà individuali, decreti e live streaming, appare evidente che, nonostante tutto, il cambiamento e lo sforzo più impegnativo e necessario di fronte cui ci ha messo la (potenziale?) mutazione sociale, economica e culturale innescata dal Covid-19 non consiste tanto nello stare barricati dentro casa per due mesi – seppur con tutto l’impoverimento spirituale e materiale che comunque ne consegue. La parte più difficile è e sarà dare forma e seguito concreto a tutti i pensieri, i buoni propositi, gli insegnamenti di vita acquisiti; avere una progettualità e una visione del futuro nuova, slegata da una struttura della società occidentale evidentemente vecchia, zoppa, incancrenita e poco coordinata; e averla in maniera collettiva, non individuale e neanche come bellissima successione di individui, ma averla come sistema, come struttura, come sinergia rinnovata e costruttiva, non lasciando indietro alcun tassello apparentemente meno utile e “necessario”.

Tra chi auspica una nuova ripartenza, più consapevole, gioendo delle emissioni di CO2 diminuite e chi osserva il turbo capitalismo ingranare la sua ripresa più potente di sempre, c’è poi chi fa. Chi in breve tempo ha provato a tirare una linea, a coordinare pensiero e azione, visione d’insieme e realtà territoriale. È in questa direzione che si muove, letteralmente, AVANTGARDENING, piattaforma multidisciplinare che prenderà forma come festival di tre giorni (17-18-19 aprile) in streaming su Twitch, nella forma di una televisione h24 con un palinsesto di performance pensate ad hoc. Non un collettore di contenuti “del prima” riadattati per il dopo, non live o dj set in streaming, ma proposte pensate appositamente per il formato digitale. Un’azione sociale, artistica ma anche politica, con la forma del gesto concreto e immediato in quanto la piattaforma supporta l’attività delle Brigate Volontarie per l’emergenza, per cui durante le performance sarà possibile fare delle donazioni online che saranno devolute a uno dei progetti politicamente più significativi nato a Milano durante la crisi collegata alla pandemia. Ma soprattutto un’iniziativa che ha la sua forza nella prospettiva, nel reimmaginare la creatività come energia collettiva e interconnessa che va oltre le frizioni e le divisioni. Cultura e ambientalismo non più come propaggini sconnesse e periferiche della società, ma come punto di partenza per un discorso composito sul presente. Un progetto nato a Milano, partito da quattro donne, esteso per la prima edizione a una rete di artisti perlopiù italiani (musica, video, performance, reading) e già proiettato verso una seconda edizione. Ce lo facciamo raccontare dalle sue ideatrici.

Il manifesto di Avantgardening
Il manifesto di Avantgardening

«AVANTGARDENING è nato da un’impellente necessità di dare forma al giardino del futuro – immagine di un nuovo paradigma, una trasformazione totale in cui l’avanguardia sta nell’immaginarsi pianta, albero, radice. Nella prima fase della quarantena ci sono state moltissime spinte creative, necessità di espressione che si sono disseminate ma sono rimaste soprattutto – in un primo momento – molto individuali. Ci siamo unite perché tutte e quattro sentivamo la necessità di un’azione congiunta, che mettesse in luce un nuovo senso di collettività e potesse essere essa stessa generatrice di energia, sotto la forma di aiuti alle Brigate Volontarie per l’emergenza a Milano». Se il presente è una pagina bianca, oltre a un programma fittissimo che stimolerebbe la curiosità pure del più scarso dei pollici verdi, AVANTGARDENING prima ancora che una piattaforma e un festival è un metodo, una weltanschauung (come direbbe la vostra prof. del liceo). «Si tratta di un progetto al cui fulcro vi sono una componente pragmatica – benefit ai più fragili – e una ideologica – un invito all’introspezione, alla riflessione e all’azione. Queste due componenti si affiancano e sono intrinsecamente legate. Da una parte vi è un esercizio di immaginazione, volto a reinterpretare concetti come quello di identità, comunità, fragilità, tempo, interazione, linguaggio, spazio, empatia. Se potessimo immaginare qualsiasi cosa, che forma avrebbe il giardino-terra del futuro? Crediamo ci sia moltissimo spazio per una rigenerazione, ma è necessario si inizi sin da subito a pensare a quali saranno le sue forme, le sue tonalità, la sua direzione. Questo momento ha dato da una parte una nuova dimensione allo spazio – le distanze hanno creato un nuovo senso del lontano/vicino – dall’altra siamo tutti collegati quanto mai prima: questo iper-collegamento ha una sua forza, va solo scoperta e trasformata. E poi a livello pratico c’è la volontà di indirizzare questa forza creativa ed espressiva ai più deboli, andando a formare una sinergia totalizzante tra tutte le componenti di una nuova forma di comunità. Siamo convinte che l’arte e l’espressione abbiano in questo momento una responsabilità, quella di generare speranza ed energia, direzionate a chi è profondamente toccato dalla situazione attuale».

È arrivato il momento di non sentire più l’attenzione all’ambiente come un’azione separata dalle altre, ma di renderla totalmente parte di qualsiasi attività e pensiero

Se, come ci dicono le colonne dei quotidiani online, il giardinaggio sui balconi ha avuto un boom in questo primo mese di isolamento, AVANTGARDENING invita ad applicarci, ehm, anche fuori dal nostro orticello, trasformando il nostro stile di vita. «È arrivato il momento di non sentire più l’attenzione all’ambiente come un’azione separata dalle altre, ma di renderla totalmente parte di qualsiasi attività e pensiero. La polarità tra uomo e natura ha dato forma al mondo innaturale in cui viviamo. Alla base di tutti gli intenti di AVANTGARDENING c’è la reinterpretazione in chiave umana, naturale e contemporanea della realtà fisica e virtuale. Il giardino non è una metafora, il mondo è un giardino a tutto tondo. Guardiamo fuori dalle nostre finestre e gli alberi sbocciano, si sentono gli uccellini e non le macchine, gli animali entrano nelle città. La vitalità naturale è sempre in potenza di esplodere quando non è sovrastata dall’uomo-macchina. La re-interpretazione del momento presente in maniera empatica, prevede in primis un’empatia con la natura, con noi stessi come parte della natura».

La lista degli artisti coinvolti in questa prima edizione è un tripudio di fantasticherie e biodiversità, con varie gemme nascoste dietro nomi più o meno criptici: i reading alla scoperta della società etrusca di Francesco Cavaliere (con lo pseudonimo Francis Knight), il workshop creativo di Venerus e Mace, la riflessione sul linguaggio di Sine Confine, la ricerca visiva di Ruben Spini, il nuovo essere umano di Garbiele Ottino e Sharon Ritossa, il mix di spoken word, performance e short film „Chatroom: Empathy“, presentato da Rebecca Salvadori e con Geiste Kincinaityte, George Finlay Ramsay e la curatrice Elaine Tam, le meditazioni sonore di Cortex of Light (Primordial Ooze, Piezo e Random Aitch), il flusso cosmico di Luce Celestiale, le metamorfosi digitali e soprannaturali di Reptilian Expo e molti altri artisti e collettivi familiari per chi segue queste pagine (tra cui Vipra Sativa, Polonius, Arcangelo). «Per questa prima edizione abbiamo scelto artisti principalmente italiani con l’intento di rafforzare e dare voce innanzitutto alla fortissima comunità creativa locale. Gli artisti sono stati chiamati uno a uno, gli abbiamo presentato il progetto, condiviso riflessioni sul momento presente, dando forma a nuovi rapporti e contatti. A ogni artista è stata data totale libertà dal punto di vista della proposta, invitando ognuno a ripensare alla performance nel contesto dello streaming. Abbiamo voluto evitare assolutamente di traslare il concetto di performance nella vita reale in quella virtuale – non ci saranno quindi djset, ogni contenuto è stato pensato ad hoc per AVANTGARDENING e per uno streaming online. Il programma è una storia di interpretazioni. Un flusso di pensieri, visioni, suoni e parole che invitano alla rigenerazione, alla meditazione, all’ascolto, all’introspezione, all’azione, al movimento». In attesa di tornare a materializzare e a lavorare faccia a faccia sulle connessioni fiorite in questo periodo, l’appuntamento è venerdì dalle 17 (e fino a mezzanotte, poi sabato e domenica dalle 12 a mezzanotte) su Twitch. Seguite il profilo IG di Avantgardening e preparatevi a piantare nuovi semi nel vostro cervello. Don’t be a wrecker, be a grower!