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La fine del mondo (delle uova)

In Brianza c’è un pollaio diventato una casa internazionale per la musica alternativa: si chiama Mondo delle Uova ed è uno spazio culturale autogestito. Per salvarlo, bisogna comprargli le mura.

Geschrieben von Barbara Martire e Vittoria Brandoni il 20 Oktober 2026

Mondo delle Uova (MdV) è quel posto in cui non mi sarei mai immaginata di andare per svagarmi un mercoledì sera partendo da Milano. Chi si aspetterebbe di far serata ad Arosio? Trentacinque chilometri dalla circonvalla, un comune come tanti nella Brianza dei luoghi liminali ed i nomi memabili, in un territorio dove ogni metro quadro sembra dover servire a qualcosa, possibilmente a fatturare, o ad essere dormitorio per chi fattura. Mondo delle Uova non poteva che nascere dove di un posto così si sente la mancanza.

MdV ha un pollaio ma è un’associazione culturale cresciuta fino a diventare un luogo di musica, arte e autogestione. Dentro ci sono tre sale prove, un piccolo laboratorio di serigrafia, scrivanie e Wi-Fi per chi deve studiare o lavorare, tavoli da gioco e un giardino. Di fianco ha anche l’unica pizzeria che mi piace della Lombardia.

Se sei dentro la musica alternativa e sei passato in zona è probabile che MDV ti abbia accolto almeno una volta. Tipo lo scorso inverno quando un benefit show ha richiamato mezza scena milanese e sul palco suonava una band egg punk coreana e i vetri delle finestre sembravano lì lì per implodere. Per chi frequenta abitualmente lo spazio era solo un normale weekend. Ad Arosio.

Una tappa quasi obbligata per le band in tour che attraversavano la Lombardia, provenienti da tutta Italia ma anche da Stati Uniti, Messico, Slovenia, a MDV c’è chi ha scritto la sua prima canzone, smaltito la prima sbronza, baciato la prima cotta. C’è chi ha fatto una band che è andata di merda e un’altra che ha fatto i tour per anni ma poi ci ripassava sempre al MDV, a stazionare su divani che collegano mete lontanissime. 

Da trent’anni, generazioni di volontarx tengono in piedi MDV, piccolo ma ben visibile in una Brianza dove l’industria genera monotonia, la monotonia noia e la noia solitudine. A tutto questo hanno risposto con l’arte e l’auto determinazione senza chiedersi se ne valesse la pena in termini economici.
A fine marzo Mondo delle Uova rischia di perdere la sua sede. Per questo è partita una raccolta fondi per acquistare le mura di via Volta e impedire che tre decadi di storie finiscano con uno sfratto. La trovi qui: https://gofund.me/a3dc1e52e 

Per diggare di più: https://www.mondodelleuova.it/