Dalle prime cineprese amatoriali degli anni Venti al Super8 delle contestazioni, passando per la guerra, il boom economico, le battaglie sociali e gli anni di piombo. Il Novecento italiano raccontato attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto, e soprattutto attraverso le immagini che ha scelto di conservare. Si intitola Sguardi in camera – L’avventurosa storia d’Italia in formato ridotto la serie documentaria in sei puntate che approda su Rai Storia da lunedì 9 novembre, con un appuntamento settimanale di 30 minuti e la voce narrante di Milena Vukotić.
Prodotta da Kiné e I Wonder Pictures con il contributo di Regione Emilia-Romagna – Emilia-Romagna Film Commission, la serie nasce dal lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio filmico privato portato avanti dalla Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna, che dai primi anni Duemila raccoglie, cataloga, restaura e digitalizza pellicole amatoriali. Il soggetto è di Paolo Simoni, cofondatore e direttore dell’Archivio, che firma la sceneggiatura con Daniele Ongaro e la regia insieme a Francesco Corsi.
Il percorso comincia nel 1924, a Roma, con le immagini della famiglia D’Ambrogi: alcune persone escono da una chiesa e si avvicinano alla cinepresa, in una sequenza che ricorda le prime riprese dei fratelli Lumière. Nei filmati successivi compaiono un’eruzione del Vesuvio, mongolfiere in partenza dall’Arena di Verona e gite in montagna. Tra i cineamatori c’è anche il musicista Pippo Barzizza, che usa la cinepresa per inventare storie insieme alla famiglia e alla figlia Isa, futura attrice e volto della televisione.
Dagli anni Trenta alla guerra, dalla Liberazione al referendum del 1946 e al primo voto delle donne, le pellicole private diventano testimoni di un Paese in trasformazione. Le cineprese entrano nelle fabbriche e nelle campagne, documentano il boom economico, l’arrivo delle automobili e della televisione nelle case, le Olimpiadi di Roma del 1960. Poi l’emigrazione interna, le autostrade, la tragedia del Vajont, le contestazioni giovanili e le occupazioni universitarie.
Con il Super8, dalla fine degli anni Sessanta, il cinema diventa ancora più accessibile e si trasforma anche in uno strumento di documentazione politica, controinformazione e sperimentazione. L’autunno caldo del 1969 apre l’ultima parte del racconto, che attraversa le battaglie femministe, il referendum sul divorzio, il terremoto in Friuli, gli attentati, gli scontri del 1977 e il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro. Fino agli anni Ottanta, tra nuove stragi, la vittoria ai Mondiali del 1982 e il progressivo passaggio dalle utopie al disincanto.
Il primo episodio andrà in onda lunedì 9 novembre alle ore 22.00 su Rai Storia e sarà disponibile anche su Rai Play.